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Wanderer’s Quest, un gioco da tavolo per ritrovare sé stessi

di Redazione

3 minuti

19/05/2025

Wanderer’s Quest è un gioco da tavolo per giovani NEET pensato per promuovere il benessere psicologico, la socialità e la crescita personale. Ha appena lanciato la sua campagna di crowdfunding all’interno del progetto BiUniCrowd dell’Università di Milano-Bicocca.

In Italia, oltre un giovane su sei sotto i 30 anni è NEET, ovvero non studia, non lavora e non è coinvolto in percorsi formativi e, spesso, vive situazioni di solitudine, bassa autostima e senso di smarrimento. Wanderer’s Quest nasce proprio per offrire a questi ragazzi un’occasione di riscatto attraverso un’esperienza di gioco dal vivo che stimola la collaborazione, l’immaginazione e lo sviluppo di competenze trasversali.

Il progetto nasce dalla consapevolezza che, a volte, nella vita, per trovare la strada bisogna prima perdersi. Wanderer’s Quest, attraverso la narrazione e il gioco, tende una mano a chi ha bisogno di riscoprire sé stesso grazie alla forza della connessione umana. Il nostro sogno è costruire un futuro in cui sempre meno giovani si sentano senza via d’uscita. «Il gioco da tavolo è molto più di un modo per passare il tempo e divertirsi. Con il nostro progetto vogliamo mettere al centro il suo potenziale trasformativo come strumento psicologico e relazionale», spiega il team leader Vittorio Guerrieri, studente di psicologia con il pallino per la psicologia quantitativa e i giochi da tavolo, dalla cui intuizione è nato Wanderer’s Quest.

«Le sessioni proposte sono pensate, infatti, per aiutare i partecipanti a uscire dall’isolamento, migliorare la comunicazione, allenare il problem solving e riscoprire la fiducia in sé stessi, in un contesto sicuro e coinvolgente», continua. Cuore dell’esperienza sarà WarFables, un gioco narrativo e strategico in cui ogni partecipante potrà costruire il proprio personaggio e affrontare, insieme agli altri, missioni collettive in un mondo fantastico. Le avventure immaginate diventano un modo per affrontare simbolicamente anche le sfide reali, riscrivendo il proprio ruolo e le proprie possibilità.

Con i fondi raccolti attraverso la campagna di crowdfunding, che è attiva su Ideaginger.it, la piattaforma con il tasso di successo più alto in Italia, il team potrà dare vita a un intervento game-based pensato per i giovani NEET, approfondire la ricerca scientifica sul valore motivazionale del gioco, validare l’efficacia del percorso con dati concreti, produrre copie del gioco da distribuire ad associazioni e realtà del territorio e, infine, pubblicare e condividere i risultati affinché l’esperienza possa essere replicata e ampliata.

Se sarà raggiunta la soglia di 5.000 euro, Fondazione Cariplo, che ha scelto di sostenere il progetto, raddoppierà l’importo donato, rafforzando ulteriormente l’impatto dell’iniziativa.

Il progetto è supervisionato scientificamente dalla professoressa Guyonne Rogier, docente di psicologia clinica presso la International Medical University in Rome, e dal professor Luca Pancani del dipartimento di Psicologia dell’Università di Milano-Bicocca, insieme al ricercatore Marcello Passarelli del CNR. La direzione artistica è affidata a Camilla Fadda, concept artist nel mondo dei videogiochi, mentre l’organizzazione e la comunicazione sono curate da Camilla Merola. Il contributo pedagogico è garantito da Elisa Scialabba.

Il videomaker Mattia Scarsi e i game designer Simone Glogowschek e Marco Monteverde collaborano, invece, per rendere l’esperienza di gioco accessibile e stimolante. La parte di supporto alla ricerca, analisi dei dati e pubblicazione scientifica è seguita da Raluca Fulgu, studentessa e giovane ricercatrice presso l’Università di Milano-Bicocca.

Wanderer’s Quest - Il team
Il team

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Aggiornato il 05/21/2025

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