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Violenza contro le donne: i primi dati dell’indagine Istat 2025

di Redazione

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25/11/2025

L’Istat, nella Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, ha diffuso i primi risultati dell’edizione 2025 dell’indagine “Sicurezza delle donne”, il principale strumento statistico italiano per misurare la violenza maschile contro le donne. Si tratta della terza rilevazione nazionale, dopo quelle del 2006 e del 2014, e rientra nel quadro normativo europeo e nazionale che chiede dati comparabili e affidabili sul fenomeno, dalla Convenzione di Istanbul fino alla recente Direttiva UE 2024/1385. L’indagine, armonizzata a livello internazionale, permette di stimare non soltanto ciò che arriva alle autorità, ma anche il vasto sommerso della violenza.

Le interviste alle cittadine italiane – circa 17.500 donne tra i 16 e i 75 anni – sono state realizzate tra marzo e agosto 2025. La parte dell’indagine dedicata alle donne straniere, da condurre in presenza per garantire qualità linguistica e culturale, è tuttora in corso. I risultati finali arriveranno nel 2026. Intanto, le prime stime delineano un quadro composito, che combina continuità con il passato, criticità ben radicate e alcuni segnali di cambiamento.

Secondo le rilevazioni preliminari, il 31,9% delle donne tra 16 e 75 anni – circa 6,4 milioni – ha subito almeno una violenza fisica o sessuale nel corso della vita. Le violenze fisiche riguardano il 18,8% delle intervistate, mentre quelle sessuali il 23,4%, con un 5,7% che ha subito uno stupro o un tentato stupro. Dietro questi numeri si nasconde una gamma molto ampia di esperienze: dalle minacce, che interessano l’11% delle donne, alle forme più gravi come i tentativi di strangolamento; dalle molestie con contatto fisico non desiderato, subite dal 19,2% delle intervistate, fino allo stupro, che coinvolge il 3,9%, e al tentato stupro, che riguarda il 3,1%.

Il contesto in cui la violenza avviene continua a essere duplice. Da un lato c’è la violenza dentro le relazioni di coppia, che riguarda il 12,6% delle donne che hanno o hanno avuto un partner. Dall’altro c’è la violenza esterna, che coinvolge il 26,5% delle donne e può provenire da parenti, amici, colleghi, conoscenti o sconosciuti. La figura dell’ex partner emerge nuovamente come uno degli elementi centrali: quasi il 19% delle donne con un ex compagno ha subito violenze fisiche o sessuali da lui, e nella grande maggioranza dei casi gli episodi sono avvenuti quando la relazione era ancora in corso. La violenza non si limita al piano fisico. Infatti, il 17,9% delle donne che sono o sono state in coppia dichiara di aver vissuto forme di violenza psicologica e il 6,6% forme di violenza economica.

Lo stupro è una delle forme più chiare di questa dinamica. Il 63,8% degli stupri è commesso da partner ed ex partner (il 59,1% dagli ex, il 4,7% dal partner attuale). Seguono i conoscenti, responsabili del 19,4% dei casi, e gli amici, con il 10,9%. Solo il 6,9% degli stupri è perpetrato da estranei, smontando una delle percezioni più diffuse sul tema. Per la prima volta, l’indagine rileva anche gli stupri avvenuti quando la vittima non era in grado di opporsi perché drogata o sotto effetto di alcol. Riguardano l’1% delle donne e coinvolgono soprattutto ex partner, conoscenti e amici.

Nel confronto con il 2014, il numero complessivo di vittime di violenza fisica o sessuale negli ultimi cinque anni appare stabile. Tuttavia, questa stabilità media nasconde una crescita rilevante tra le più giovani, in particolare tra le 16-24enni e tra le studentesse, che oggi riportano esperienze di violenza con frequenza maggiore rispetto al passato. Al contrario, si osserva una diminuzione della violenza da parte del partner attuale, sia fisica e sessuale sia psicologica ed economica. Questo cambiamento viene interpretato come un segnale di maggiore consapevolezza nei confronti dei comportamenti abusanti. Molte donne riconoscono i segnali prima che la situazione degeneri e interrompono la relazione. Non è un caso che quasi la metà delle donne che avevano un partner violento al momento dell’intervista abbia dichiarato di averlo lasciato proprio in conseguenza delle violenze subite.

Cresce anche il riconoscimento sociale e personale della violenza. Sempre più vittime classificano correttamente quanto vissuto come un reato e sempre più spesso si rivolgono ai Centri antiviolenza e ai servizi specializzati. Rimane invariata, e molto bassa, la quota di donne che scelgono di denunciare: solo il 10,5% tra le vittime di partner o ex partner negli ultimi cinque anni. È, invece, in diminuzione la frequenza dei casi più gravi, quelli che hanno provocato ferite o che hanno indotto la donna a temere per la propria vita.

I primi dati dell’indagine Istat confermano che la violenza maschile contro le donne è un fenomeno strutturale e persistente, radicato sia nella sfera privata sia in quella pubblica. Allo stesso tempo, emerge una crescente capacità delle donne di riconoscere i segnali, cercare aiuto, uscire dalle relazioni violente o non tollerare comportamenti abusivi. Quando nel 2026 sarà disponibile anche la parte dell’indagine dedicata alle donne straniere, il quadro sarà più completo e potrà orientare con maggiore precisione le politiche di prevenzione, contrasto e sostegno. In un campo in cui le percezioni rischiano spesso di prevalere sui dati, il monitoraggio statistico resta uno strumento essenziale per comprendere la realtà e per costruire risposte efficaci.

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Aggiornato il 12/01/2025

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