Società

UNEP: otto cambiamenti globali stanno accelerando la crisi planetaria

di Redazione

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04/09/2024

Lo scorso luglio si è tenuta a New York la XII sessione del Foro Politico di Alto Livello sullo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (High-Level Political Forum – HLPF 2024), dal titolo “Reinforcing the 2030 Agenda and eradicating poverty in times of multiple crises: the effective delivery of sustainable, resilient and innovative solutions” (Rafforzare l’Agenda 2030 e sradicare la povertà in tempi di crisi multiple: l’attuazione efficace di soluzioni sostenibili, resilienti e innovative).

Il Foro Politico di Alto Livello sullo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (HLPF) è stato creato nel 2012, dopo la Conferenza Rio+20, per migliorare la governance e promuovere gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Sostituendo la Commissione Sviluppo Sostenibile (CSD), l’HLPF è il principale strumento di monitoraggio degli impegni dell’Agenda 2030 e coinvolge attivamente anche la società civile. Ogni incontro si conclude con l’adozione di una Dichiarazione Ministeriale, che riassume i risultati del forum e indirizza le azioni future per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile.

In occasione della XII sessione di luglio 2024, l’UNEP, il Programma delle Nazioni unite per l’ambiente, ha pubblicato il rapporto “Navigating new horizons – A global foresight report on planetary health and Human wellbeing”, in collaborazione con l’International science council (Isc).

Questo rapporto offre una panoramica sul contesto ambientale e globale in evoluzione, evidenziando una serie di cambiamenti emergenti che potrebbero accelerare o deviare le tendenze attuali, creando nuove forze, sia positive che negative. Il rapporto individua e valuta i “segnali di cambiamento”, ovvero indizi precoci di possibili discontinuità o sviluppi futuri rilevanti. Non è certo che questi cambiamenti si verifichino, ma bisogna essere pronti. Il rapporto suggerisce come monitorarli, gestirli e prepararsi, mantenendo l’attenzione sugli obiettivi internazionali ed evitando trappole politiche e opportunità mancate.

Il mondo sta affrontando un contesto molto diverso rispetto a dieci anni fa, caratterizzato da rapidi cambiamenti tecnologici, disastri più frequenti e un panorama geopolitico instabile. Siamo sull’orlo di una “policrisi”, in cui le crisi globali non solo si amplificano e accelerano, ma sembrano sincronizzarsi. La crisi climatica, la perdita di biodiversità e l’inquinamento si intrecciano con crisi umane come conflitti, migrazioni e deterioramento della salute. La velocità dei cambiamenti e l’influenza di nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale stanno trasformando la società. È cruciale monitorare i segnali di cambiamento per anticipare e mitigare le potenziali minacce globali.

Il rapporto mette in evidenza otto cambiamenti critici emergenti e le loro interconnessioni, sottolineando come questi possano influenzare la salute del pianeta, il benessere umano e il funzionamento delle società. Le sfide emergenti individuate sono: policentricità e diffusione della governance; il rapporto tra uomo e ambiente: una relazione in cambiamento; risorse critiche, scarsità e dinamiche globali in evoluzione; intelligenza artificiale, trasformazione digitale e tecnologia; spostamenti forzati di massa; disuguaglianze persistenti e in aumento; disinformazione, declino della fiducia nelle istituzioni e polarizzazione; una nuova era di conflitti. Se mal governati, questi fattori daranno vita a un ambiente in cui le crisi globali si amplificheranno e sincronizzeranno, con enormi implicazioni per il benessere umano e planetario.

L’UNEP avverte che il mondo si avvicina a un cambiamento ambientale potenzialmente irreversibile, con il rischio del collasso del sistema di correnti oceaniche Amoc (Atlantic meridional overturning circulation) entro il 2057, rendendo l’adattamento ai cambiamenti climatici quasi impossibile.

Un altro problema riguarda gli spostamenti forzati di massa. Attualmente, una persona su 69 è costretta a lasciare il proprio Paese, un numero quasi raddoppiato rispetto a dieci anni fa. Tra i rischi connessi a questo fenomeno c’è la creazione di aree inabitabili a causa del cambiamento climatico, con la conseguente migrazione di intere popolazioni che potrebbe diventare sempre più comune.

Le crescenti disuguaglianze globali potrebbero intensificare due tendenze. La prima è la proliferazione di “micro-ambienti privatizzati”, ovvero habitat chiusi, accessibili solo a pochi e talvolta artificiali, che rischiano di aggravare le disuguaglianze e mettere sotto pressione le risorse. La seconda riguarda la possibile scomparsa del sistema assicurativo tradizionale nelle zone più colpite dalla crisi climatica, obbligando i governi a intervenire per prevenire il collasso del mercato immobiliare.

Disinformazione e fake news portano a decisioni distaccate dalle prove scientifiche, aumentando l’eco-ansia. Con la fiducia nelle istituzioni pubbliche in calo, gli esperti suggeriscono un nuovo contratto sociale che coinvolga tutte le parti interessate, inclusi giovani e popolazioni indigene, per una governance climatica più agile e adattabile.

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Aggiornato il 09/09/2024

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