Diritto

Trasparenza retributiva: l’UE contro la disparità salariale

di Redazione

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Il Parlamento europeo ha approvato una nuova direttiva sulla trasparenza salariale, che mira a garantire la parità retributiva tra uomini e donne, maggiore trasparenza nella determinazione della retribuzione, e un migliore accesso alla giustizia per coloro che hanno subito discriminazioni salariali.

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha detto: “Lavoriamo affinché l’Europa rimanga un pioniere nei diritti delle donne. Lo stesso lavoro merita la stessa retribuzione. E per la parità retributiva serve trasparenza. Le donne devono sapere se i loro datori di lavoro le trattano in modo equo. E quando non è così, devono avere il potere di reagire e ottenere quello che meritano”.

La nuova direttiva stabilisce che le aziende con più di 100 impiegati segnalino e correggano le loro disparità salariali, nel tentativo di ridurre il divario retributivo di genere nell’UE, che attualmente si attesta al 12,7%.

I datori di lavoro dovranno adottare misure correttive se il divario retributivo supera il 5% senza giustificazione. I dipendenti, inoltre, potranno accedere ai dati disaggregati per genere sulla retribuzione e conoscere i criteri che stabiliscono la retribuzione e gli aumenti salariali, che dovranno essere gender neutral.

I datori di lavoro dovranno anche fornire informazioni sul livello di retribuzione iniziale o sul suo intervallo nell’avviso di posizione vacante o prima del colloquio di lavoro e non saranno autorizzati a chiedere ai potenziali lavoratori informazioni sulla loro storia salariale, limitando la possibilità che essa influenzi la retribuzione offerta ai candidati.

Gli Stati membri dovranno istituire sanzioni se il principio della parità retributiva non viene rispettato, mentre i lavoratori avranno diritto a un risarcimento se le aziende non rispettano gli obblighi di parità retributiva.

La direttiva dovrà ora essere formalmente adottata dagli Stati membri e recepita nel diritto nazionale entro tre anni dall’entrata in vigore.


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Aggiornato il 05/15/2024

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