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TapTino, il gioco che trasforma il movimento in attenzione

di Redazione

3 minuti

12/05/2026

Può il movimento diventare uno strumento per migliorare l’attenzione? È da questa domanda che nasce TapTino, un progetto sviluppato all’Università degli Studi di Milano-Bicocca che punta a offrire un nuovo approccio al supporto dei bambini con Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD). L’iniziativa è oggi al centro di una campagna di crowdfunding che mira a raccogliere 10mila euro per trasformare un prototipo già funzionante in uno strumento validato scientificamente.

TapTino è una tastiera interattiva progettata per stimolare il movimento fine delle mani attraverso sequenze luminose e attività di gioco. L’idea alla base è semplice ma innovativa. Invece di contrastare il bisogno di movimento tipico di molti bambini con ADHD, sfruttarlo come leva per favorire concentrazione, autoregolazione e apprendimento.

Il progetto nasce nell’ambito del programma BiUniCrowd, che promuove il finanziamento partecipativo della ricerca universitaria coinvolgendo cittadini, imprese e istituzioni. Alla guida del team c’è Anna Lambiase, studentessa di scienze psicologiche applicate, che insieme a un gruppo multidisciplinare ha unito competenze di psicologia, ingegneria e design per sviluppare il dispositivo.

«Il Disturbo da Deficit di Attenzione è un modo diverso di gestire impulsi, emozioni e concentrazione», spiega Lambiase. «Molti bambini sentono il bisogno di muoversi continuamente per autoregolarsi. L’obiettivo di TapTino è incanalare questa energia, non reprimerla, trasformandola in un’attività di gioco che supporti le loro capacità cognitive».

Dal punto di vista scientifico, l’approccio si inserisce in un filone di ricerca sempre più attento alla relazione tra movimento e funzioni cognitive. Numerosi studi suggeriscono, infatti, che l’attività motoria, soprattutto se integrata in contesti strutturati e stimolanti, può contribuire a migliorare attenzione, memoria e regolazione emotiva. TapTino prova a tradurre queste evidenze in uno strumento concreto, pensato per essere utilizzato sia a scuola sia a casa.

Il dispositivo propone sequenze luminose che il bambino deve seguire premendo tasti fisici, attivando contemporaneamente stimoli visivi, tattili e motori. Questa integrazione multisensoriale mira a rafforzare i circuiti neurali legati all’attenzione e alla memoria, offrendo al tempo stesso un’esperienza ludica e coinvolgente.

Un elemento chiave del progetto è la raccolta dati. I dispositivi TapTino saranno, infatti, collegati a un’applicazione in grado di monitorare l’utilizzo e le prestazioni, fornendo informazioni utili per valutare l’efficacia del sistema. Questo aspetto è fondamentale per trasformare il prototipo in uno strumento scientificamente validato, in grado di entrare a pieno titolo nel panorama delle tecnologie per il supporto neurocognitivo.

Il team ha già realizzato una prima versione funzionante del dispositivo, presentata nel corso del 2025 in diversi contesti, tra cui la International Conference of Child-Robot Interaction. I primi riscontri raccolti da genitori e operatori del settore sono stati positivi, ma per passare alla fase successiva servono risorse economiche. La campagna di crowdfunding punta, quindi, a finanziare lo sviluppo dell’app e la produzione di una prima serie di 10 dispositivi, che verranno distribuiti gratuitamente a famiglie disponibili a partecipare alla sperimentazione. I dati raccolti permetteranno di affinare il sistema e valutare eventuali sviluppi futuri.

Oltre alla dimensione tecnologica, TapTino punta anche alla costruzione di una comunità. Il progetto prevede, infatti, l’organizzazione di workshop ed eventi per coinvolgere famiglie, educatori e professionisti, favorendo lo scambio di esperienze e la co-progettazione di nuove funzionalità.

Un ulteriore incentivo arriva dal cofinanziamento previsto da Fondazione BCC Milano, che contribuirà con 5mila euro al raggiungimento del 50% dell’obiettivo. Un segnale dell’interesse crescente verso soluzioni innovative per affrontare una condizione che riguarda un numero sempre maggiore di famiglie.

Secondo le stime internazionali, l’ADHD interessa tra il 5% e il 7% dei bambini in età scolare. In Italia, questo si traduce in centinaia di migliaia di minori che affrontano quotidianamente difficoltà legate alla concentrazione, all’impulsività e alla gestione delle emozioni. In questo contesto, strumenti come TapTino potrebbero rappresentare un supporto complementare alle strategie educative e terapeutiche già esistenti.

La sfida, ora, è dimostrare che l’intuizione alla base del progetto può tradursi in benefici concreti e misurabili. Se i risultati saranno positivi, TapTino potrebbe aprire la strada a una nuova generazione di strumenti che integrano gioco, tecnologia e neuroscienze per supportare lo sviluppo cognitivo.

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Aggiornato il 05/15/2026

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