Immaginate di poter dare forma ai vostri ricordi, di traslare sul presente un evento o una persona del vostro passato. Fino al 29 settembre sarà possibile presso l’Ufficio Pubblico delle Memorie Sintetiche, un luogo dedicato alla ricostruzione e al recupero visivo di quei ricordi che non sono mai stati registrati e che rischiano di cadere nell’oblio, ospitato dal Disseny Hub di Barcellona (DHub). L’obiettivo è creare un archivio di memorie visive ricostruite dall’intelligenza artificiale (IA) per aiutare le generazioni future a comprendere e preservare la storia del passato.
L’iniziativa fa parte del progetto di ricerca Synthetic Memories, ideato dallo studio creativo Domestic Data Streamers, che utilizza l’intelligenza artificiale generativa (GEN-AI) per creare ricostruzioni visive dei ricordi dei visitatori sotto forma di immagini e video. Iniziato nel 2022, il progetto ha recuperato i ricordi delle comunità migranti e rifugiate che hanno perso le fotografie del loro passato durante i loro viaggi. Ad esempio, nel novembre dello scorso anno, l’iniziativa è stata portata nel quartiere Bom Retiro di São Paulo, recuperando i ricordi dei migranti provenienti da Brasile, Bolivia e Corea.
Nei due anni trascorsi, Synthetic Memories ha visitato quattro paesi per recuperare storie personali a rischio di scomparsa a causa dell’invecchiamento o delle restrizioni delle libertà . Il progetto ha ottenuto il sostegno a livello di finanziamenti e ricerca da parte di Google Arts, BIT HABITAT, l’Università di Toronto, l’Università della Columbia Britannica, l’Istituto Ramon Llull e Disseny Hub Barcelona (DHub). Inoltre, ora sta collaborando con una casa di cura a Barcellona per verificare l’efficacia delle immagini sintetiche nella terapia della reminiscenza, un approccio terapeutico che utilizza immagini del passato per stimolare la memoria nei pazienti affetti da demenza. La prossima estate, un ampio studio clinico prenderà il via in collaborazione con l’Università di Toronto.
Ma cosa avviene concretamente nell’Ufficio Pubblico delle Memorie Sintetiche?
Il processo si articola in due fasi principali. La persona che desidera recuperare visivamente i propri ricordi viene prima intervistata nel dettaglio riguardo a un’esperienza specifica da lei scelta. Durante l’intervista, vengono generate immagini basate sulla testimonianza personale e presentate al termine della sessione.




In un momento in cui l’IA è al centro di visioni sempre più polarizzate, che prevedono realtà distopiche, il progetto mira ad aumentare la nostra capacità , come società , di connetterci, empatizzare e costruire ponti tra generazioni ed esperienze. È la prima volta che questa tecnologia viene utilizzata per dare visibilità a storie precedentemente non documentate, che fanno parte dell’identità dei loro protagonisti.
Chiunque può prenotare un appuntamento per ricostruire i propri ricordi. Ogni sessione dura dai 45 ai 60 minuti, durante i quali viene creata una testimonianza scritta e visiva di ogni storia personale. Al termine dell’intervista, la persona viene invitata a decidere se consentire l’inclusione della propria storia nello spazio espositivo dell’ufficio oppure no. È in fase di organizzazione una mostra collettiva che presenterà le memorie generate nel corso dei tre mesi del progetto, con il consenso dei partecipanti. Coloro che non desiderano rendere pubblica la loro testimonianza riceveranno, comunque, le immagini stampate dei ricordi generati durante la sessione.