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Settimana corta, i lavoratori sono più felici e meno stressati

di Redazione

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18/08/2025

Ridurre la settimana lavorativa a quattro giorni, senza tagliare lo stipendio, migliora il benessere psicofisico e la produttività. È quanto emerge da una ricerca pubblicata su Nature Human Behaviour, condotta da un team internazionale guidato da Wen Fan (Boston College) e Juliet Schor (Boston College), che ha monitorato per sei mesi quasi tremila lavoratori di 141 organizzazioni distribuite tra Australia, Canada, Nuova Zelanda, Regno Unito, Irlanda e Stati Uniti.

L’esperimento aveva l’obiettivo di valutare l’impatto della settimana corta a parità di retribuzione. I ricercatori hanno raccolto dati su diversi indicatori di benessere e performance – burnout, soddisfazione professionale, salute mentale e fisica – prima e dopo la riduzione delle ore di lavoro. Per confrontare i risultati, un gruppo di controllo composto da 285 dipendenti di 12 aziende ha mantenuto il tradizionale schema a cinque giorni.

I risultati parlano chiaro, la settimana corta ha comportato una riduzione media di circa cinque ore lavorative a settimana, con un impatto positivo su stanchezza e qualità del sonno. Chi ha tagliato l’orario di otto ore o più ha sperimentato benefici ancora maggiori, in particolare sul fronte del riposo e della gestione dello stress. «La settimana lavorativa di quattro giorni, mantenendo invariato il salario, si è dimostrata un intervento efficace per migliorare il benessere dei dipendenti», commentano gli autori.

Gli studiosi segnalano però alcune limitazioni. La partecipazione delle aziende è stata volontaria e il campione si concentra su paesi anglofoni. Progetti più ampi e coordinati dai governi potrebbero offrire un’immagine più completa e generalizzabile. Un aspetto interessante, ma non ancora valutabile a fondo, è l’eventuale incremento della motivazione intrinseca dei lavoratori, ipotizzato come possibile motore dei miglioramenti osservati.

L’analisi mostra che gli effetti positivi si manifestano soprattutto nelle dimensioni legate al lavoro – burnout e soddisfazione – seguite dalla salute mentale. I cambiamenti nella salute fisica, invece, risultano più contenuti, probabilmente perché richiedono tempi più lunghi per consolidarsi.

Secondo gli autori, questi risultati contribuiscono al dibattito su modelli lavorativi più sostenibili, soprattutto in un contesto in cui automazione, intelligenza artificiale e trasformazioni digitali stanno ridisegnando le modalità di lavoro. «La settimana corta potrebbe diventare un elemento centrale nella ridefinizione dell’organizzazione del lavoro, con benefici concreti per la qualità della vita», concludono i ricercatori.

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Aggiornato il 08/06/2025

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