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PNRR, cambio di rotta per la ricerca in Italia

di Redazione

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La Missione 4 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, inserita nella componente “Dalla ricerca all’impresa”, prevede un investimento di 11,44 miliardi di euro per aumentare il potenziale di crescita del sistema economico italiano. L’obiettivo è quello di favorire la transizione verso un modello di sviluppo fondato sulla conoscenza e di conferire alla crescita un carattere di sostenibilità e stabilità.

Le esigenze prioritarie della Missione sono due: innanzitutto, aumentare il livello di spesa in Ricerca e Sviluppo (R&S); in secondo luogo, arrestare la cosiddetta “fuga di cervelli”, ovvero il fenomeno che ogni anno priva l’Italia dei suoi talenti migliori. I dati indicano che l’Italia registra una minore intensità della spesa in Ricerca e Sviluppo rispetto alla media dei paesi dell’OCSE (1,4% del PIL contro il 2,4% nel 2018) e un numero di ricercatori (sia pubblici che privati) per persone attive occupate dalle imprese pari solo alla metà della media dell’Unione europea (2,3% contro il 4,3% nel 2017).

Nel dettaglio, i fondi destinati alla Missione 4 Componente 2 saranno suddivisi come segue:

  • 6,91 miliardi di euro saranno destinati al rafforzamento della ricerca e alla diffusione di modelli innovativi per la ricerca di base e applicata, condotta in sinergia tra università e imprese (M4C2.1). La linea di intervento mira a potenziare le attività di ricerca di base e industriale, favorendo sia la ricerca aperta e multidisciplinare, stimolata dalla curiosità e dall’approccio scientifico, sia la ricerca finalizzata ad affrontare sfide strategiche per lo sviluppo del Paese.

    Particolare attenzione è riservata all’investimento sui giovani ricercatori e alla creazione di partnership pubblico-private di rilievo nazionale o con una vocazione territoriale. Le principali aree di intervento riflettono i sei cluster del Programma quadro europeo di ricerca e innovazione 2021-2027: salute; cultura umanistica, creatività, trasformazioni sociali, una società dell’inclusione; sicurezza per i sistemi sociali; digitale, industria, aerospaziale; clima, energia, mobilità sostenibile; prodotti alimentari, bioeconomia, risorse naturali, agricoltura, ambiente.

  • 2,05 miliardi di euro saranno destinati al sostegno dei processi di innovazione e trasferimento tecnologico (M4C2.2). L’obiettivo è rafforzare la propensione all’innovazione del mondo produttivo, incoraggiando un uso sistematico dei risultati della ricerca e favorendo la creazione di reti di collaborazioni internazionali. Alle misure di sostegno diretto alle imprese si accompagna un’azione di riorganizzazione, razionalizzazione e rafforzamento delle strutture che offrono servizi tecnologici avanzati e servizi innovativi qualificanti di trasferimento tecnologico.

    In particolare, il sostegno si focalizzerà sui seguenti partenariati con Horizon Europe: High Performance Computing, Key digital technologies, Clean energy transition, Blue oceans – A climate neutral, sustainable and productive blue economy, Innovative SMEs.

  • 2,48 miliardi di euro saranno destinati al potenziamento delle condizioni di supporto alla ricerca e all’innovazione (M4C2.3). La linea di intervento mira al rafforzamento delle condizioni abilitanti allo sviluppo delle attività di ricerca e innovazione, agendo sulla dotazione infrastrutturale, favorendo anche l’apertura delle infrastrutture di ricerca all’utilizzo da parte del mondo produttivo; allo sviluppo di competenze (dottorati) dedicate a specifiche esigenze delle imprese, in particolare nelle tematiche del green e del digitale; e agli strumenti finanziari destinati a sostenere gli investimenti in ricerca e innovazione delle PMI.



Le ricadute attese della componente si concretizzano in un significativo aumento del volume della spesa in R&S e in un livello di collaborazione più efficace tra la ricerca pubblica e il mondo imprenditoriale.

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Aggiornato il 05/15/2024

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