Gli italiani si dichiarano più soddisfatti del proprio tempo libero rispetto a dieci anni fa. Ma, il confine tra vita privata e lavoro appare sempre più sfumato. È il quadro che emerge dal nuovo rapporto ISTAT “Il tempo libero: disponibilità, percezione e soddisfazione – Anno 2024”, che fotografa come gli italiani vivono, percepiscono e utilizzano uno degli aspetti più preziosi della vita quotidiana cioè il tempo libero.
Nel 2024 le persone di sei anni e più dispongono mediamente di 3 ore e 23 minuti di tempo libero nei giorni feriali e di 4 ore e 49 minuti nei giorni festivi. Rispetto al 2015 è aumentata la disponibilità di tempo libero durante la settimana, accompagnata da una crescita della soddisfazione sia per la quantità sia per la qualità del tempo a disposizione. Oggi il 62,5% degli italiani con almeno 15 anni si dichiara abbastanza o molto soddisfatto della quantità di tempo libero, mentre il 71,4% è soddisfatto della sua qualità. Più della metà della popolazione valuta positivamente entrambi gli aspetti, anche se persistono importanti differenze sociali e generazionali.
I più soddisfatti sono i giovani fino a 24 anni e gli over 65, mentre la fascia compresa tra i 35 e i 54 anni è quella che sperimenta la maggiore pressione tra lavoro, responsabilità familiari e incombenze quotidiane. Tra i 35 e i 44 anni meno della metà delle persone si dichiara soddisfatta della quantità di tempo libero disponibile. In questa fase della vita si dedicano oltre sei ore e mezza al lavoro o allo studio e quasi quattro ore alle attività domestiche e di cura, riuscendo a ritagliarsi appena due ore e mezza di tempo libero al giorno.
Il rapporto mette, inoltre, in evidenza una persistente disuguaglianza di genere. Nei giorni feriali le donne dispongono in media di 19 minuti di tempo libero in meno rispetto agli uomini, mentre nei giorni festivi il divario supera i 40 minuti. Alla base di questa differenza vi è soprattutto il maggiore carico di lavoro domestico e di cura familiare, che continua a gravare prevalentemente sulle donne.
Tra gli aspetti più interessanti emerge anche il rapporto sempre più complesso tra tempo libero e lavoro. Sebbene oltre l’84% degli occupati consideri ancora questi due ambiti come nettamente distinti, quasi la metà dichiara di svolgere attività lavorative anche nel proprio tempo libero o oltre il normale orario di lavoro. Si tratta di un incremento significativo rispetto al 2015, segno di una crescente difficoltà nel mantenere separati gli spazi dedicati alla professione e quelli riservati alla vita personale.
Il fenomeno è ancora più evidente tra chi lavora da casa. Oltre il 77% di coloro che hanno sperimentato smart working o telelavoro afferma di lavorare anche fuori orario o durante il tempo libero, contro meno del 40% di chi svolge la propria attività esclusivamente in presenza. La maggiore flessibilità offerta dal lavoro da remoto sembra, quindi, accompagnarsi a una più marcata sovrapposizione tra vita privata e attività professionale.
Ma che cosa rappresenta oggi il tempo libero per gli italiani? Per due persone su tre significa soprattutto tempo da dedicare a sé stessi. Seguono il riposo e il relax, il tempo trascorso con la famiglia, quello da condividere con gli amici e il divertimento. I più giovani associano il tempo libero soprattutto allo svago, alle relazioni sociali e agli hobby, mentre gli adulti privilegiano la dimensione familiare. Per gli anziani il tempo libero rappresenta uno spazio personale e di riposo, anche se per una piccola quota coincide con un senso di solitudine, ricordando come la disponibilità di tempo non coincida necessariamente con il benessere.
Alla domanda su come utilizzerebbero più tempo libero, gli italiani rispondono in modo sorprendentemente uniforme: viaggiare è il desiderio più diffuso, seguito dalla possibilità di trascorrere più tempo con la famiglia, praticare attività fisica, riposare e incontrare gli amici. Le risposte raccontano una società che vede nel tempo libero non tanto un’occasione di consumo, quanto uno spazio per coltivare relazioni, salute e benessere personale.
Il rapporto ISTAT restituisce l’immagine di un Paese che percepisce un miglioramento della qualità del proprio tempo libero, ma che continua a confrontarsi con profonde differenze legate all’età, al genere e alla condizione lavorativa. Soprattutto, emerge come il tempo libero non sia più semplicemente il contrario del lavoro, bensì uno spazio sempre più conteso tra esigenze personali, responsabilità familiari e richieste professionali. Proteggere questo equilibrio potrebbe diventare una delle principali sfide sociali dei prossimi anni.
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Più soddisfatti del tempo libero, ma sempre più connessi al lavoro
di Redazione
3 minuti
14/07/2026
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Aggiornato il 07/20/2026