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Più alberi e meno asfalto, così le città possono abbassare la temperatura fino a 4 °C

di Redazione

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17/07/2026

Le città italiane stanno diventando sempre più calde. L’espansione delle superfici asfaltate, il consumo di suolo e la progressiva riduzione delle aree verdi alimentano il fenomeno delle isole di calore urbane, responsabile di temperature molto più elevate rispetto alle campagne circostanti. Ma una nuova ricerca dimostra che intervenire è possibile e che le soluzioni sono già a disposizione delle amministrazioni.

I risultati del progetto Mirificus (Monitoraggio degli interventi di riforestazione per l’isola di calore urbana tramite i satelliti), coordinato dall’Istituto per la bioeconomia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibe) in collaborazione con ISPRA e con il sostegno dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), mostrano, infatti, che la combinazione di riforestazione urbana, depavimentazione e utilizzo di materiali più riflettenti può ridurre la temperatura superficiale delle città fino a 4 °C nelle ore più calde della giornata.

Lo studio ha preso in esame due aree urbane particolarmente soggette al surriscaldamento: il quartiere di Settecamini, a Roma, e l’area Mercafir-Piazza Artom di Firenze. Attraverso simulazioni basate su dati satellitari, i ricercatori hanno confrontato la situazione attuale con scenari caratterizzati da una maggiore presenza di vegetazione, nuovi alberi e pavimentazioni in grado di riflettere una quota più elevata della radiazione solare. I risultati sono significativi. Tra le 9 del mattino e le 15 del pomeriggio la temperatura superficiale nelle aree interessate diminuisce di oltre 4 °C, mentre nell’arco dell’intera giornata il raffrescamento medio rimane stabile tra 2 e 2.2 °C. Un effetto che non si limita, quindi, ai momenti di massimo irraggiamento solare, ma contribuisce a migliorare il microclima urbano durante tutto il giorno.

Il fenomeno delle isole di calore nasce dalla capacità dei materiali artificiali, come asfalto, cemento e coperture impermeabili, di assorbire e trattenere grandi quantità di energia solare. A differenza della vegetazione, che raffresca naturalmente l’ambiente attraverso l’evapotraspirazione, queste superfici rilasciano lentamente il calore accumulato, mantenendo elevate le temperature anche nelle ore serali e notturne.

Per comprendere l’entità del problema, il progetto ha realizzato anche un archivio storico delle temperature superficiali di tutti i capoluoghi italiani nel periodo 2013-2023. I dati mostrano che quasi tutte le grandi città superano ormai i 40 °C di temperatura superficiale durante l’estate. Roma raggiunge in media 43,7 °C, Firenze supera i 44 °C, Milano arriva a 43,1 °C, Torino a 43 °C, Napoli e Bologna a 42,7 °C, mentre Cagliari registra 42,9 °C, risultando la città costiera più calda.

Il confronto con le aree rurali evidenzia quanto l’urbanizzazione amplifichi il problema. In media, le campagne circostanti sono più fresche di 5,6 °C, ma in alcune città la differenza è ancora più marcata. A Napoli, ad esempio, supera i 9 °C.

Lo studio mette, inoltre, in evidenza che non conta soltanto la quantità di verde presente, ma anche la forma stessa della città. I ricercatori parlano di un vero e proprio “DNA climatico” urbano, determinato dalla disposizione degli edifici, dalla loro altezza, dai materiali utilizzati e dalla presenza di superfici impermeabili. A Firenze, ad esempio, le aree caratterizzate da edifici compatti di media altezza raggiungono temperature superficiali di 44,6 °C, mentre i quartieri con boschi urbani si fermano a 35,9 °C, con una differenza di quasi 9 °C. A Roma, invece, le grandi aree industriali ricoperte da superfici asfaltate e prive di vegetazione arrivano addirittura a toccare 57,2 °C.

Secondo i ricercatori, questi risultati dimostrano che la pianificazione urbana può diventare uno degli strumenti più efficaci per adattarsi ai cambiamenti climatici. Piantare alberi, recuperare suolo naturale, sostituire superfici scure con materiali ad alta riflettanza e progettare quartieri più permeabili non rappresentano soltanto interventi estetici o ambientali, ma vere strategie di salute pubblica, capaci di ridurre lo stress termico, migliorare il comfort urbano e limitare gli effetti delle ondate di calore sempre più frequenti.

Un elemento innovativo del progetto è anche la realizzazione di una piattaforma webGIS accessibile gratuitamente, che permette di consultare i dati relativi a ogni comune italiano. Attraverso mappe interattive e simulazioni, amministratori, tecnici e cittadini possono valutare il rapporto tra temperature superficiali, consumo di suolo e presenza di aree verdi, individuando le zone più vulnerabili e pianificando gli interventi più efficaci.

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Aggiornato il 07/29/2026

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