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Perché le feste natalizie sono un periodo ad alto rischio per cani e gatti?

di Redazione

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15/12/2025

Case illuminate, tavole imbandite, decorazioni scintillanti. Il Natale per molti è il momento più caldo e conviviale dell’anno. Per gli animali domestici, però, può trasformarsi in un vero percorso a ostacoli. Le strutture veterinarie italiane registrano proprio durante le festività il picco annuale di urgenze con un aumento stimato tra il 30% e il 50% degli accessi tra Vigilia ed Epifania rispetto alle altre settimane dell’anno. Ingestione di oggetti, intossicazioni alimentari, incidenti domestici e stress dovuti ai botti sono tra le principali cause.

«Il periodo delle feste è meraviglioso per le famiglie, ma per gli animali nasconde rischi spesso sottovalutati», spiega il veterinario Maurizio Albano, fondatore di ABIVET, realtà italiana che dal 2000 forma tecnici veterinari con accreditamento ACOVENE e certificazioni CEPAS – Bureau Veritas. «Il tecnico veterinario è spesso la prima figura che intercetta i segnali d’allarme e accompagna i proprietari nella prevenzione. Ed è proprio la prevenzione che può fare la differenza in queste settimane».

L’albero di Natale è uno dei primi elementi critici. Palline in vetro, fili luminosi e piccoli addobbi attirano soprattutto i gatti, con conseguente rischio di ingestione o di scosse elettriche in caso di morsicatura dei cavi. Le piante ornamentali più diffuse, come stella di Natale, vischio e agrifoglio, sono tossiche se ingerite e possono causare vomito, diarrea, irritazioni e, nei casi più gravi, problemi cardiaci.

I dati clinici raccolti dall’ANMVI e dalle principali reti di pronto soccorso veterinario H24 mostrano un aumento di circa il 25% dei casi di ostruzione intestinale dovuti a corpi estranei natalizi rispetto alla media estiva. La cucina non è da meno: il cioccolato, presente ovunque in questo periodo, è tossico per cani e gatti; lo stesso vale per uvetta, dolci, cipolla, xilitolo, ossa cotte e cibi molto grassi. Secondo un’analisi del The Kennel Club, i cani hanno il 75% di probabilità in più di essere curati per avvelenamento da cibo umano nel mese di dicembre rispetto al resto dell’anno.

Le feste portano spesso cambiamenti di routine, rumore, confusione e continui stimoli. Per molti animali questo si traduce in stress, paura o sovraccarico emotivo. Creare uno spazio tranquillo in cui rifugiarsi, mantenere orari di pasti e passeggiate e limitare le interazioni forzate con gli ospiti sono accorgimenti fondamentali. La notte di Capodanno è il momento più critico. I botti e i fuochi d’artificio rappresentano un forte trauma acustico. È essenziale non lasciare gli animali soli, isolare i rumori chiudendo finestre e persiane e offrire un luogo sicuro in cui nascondersi. Nei casi più gravi, è opportuno rivolgersi al veterinario con anticipo per valutare terapie o strategie calmanti.

Natale è anche il periodo in cui aumentano le adozioni impulsive o i cosiddetti “regali vivi”, cuccioli donati senza una reale pianificazione. «Queste scelte – sottolinea Albano – comportano rischi altissimi. Molti animali, passata l’euforia, vengono abbandonati o finiscono in situazioni di trascuratezza perché chi li ha ricevuti non era pronto ad assumersi un impegno che dura oltre 15 anni». Il problema è amplificato quando il destinatario del regalo è un bambino: «La gestione quotidiana ricade inevitabilmente sugli adulti, che devono essere preparati e consapevoli. Un animale non è mai un giocattolo, ma un membro della famiglia».

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Aggiornato il 01/08/2026

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