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Oltre gli stereotipi, il ruolo delle donne nelle STEM

di Redazione

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11/02/2025

In occasione della Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza, che si celebra ogni anno l’11 febbraio, presso il Centro Ricerche ENEA di Frascati, si è tenuto l’evento “Chi vuol esser STEM sia!”. Organizzato dai Comitati Unici di Garanzia di ASI, ENEA, INAF, INFN, ISS, ISTAT e Sapienza Università di Roma, l’evento ha visto la partecipazione di esperte del settore, studenti e ricercatori, con l’obiettivo di promuovere una cultura dell’inclusione attraverso testimonianze dirette e attività interattive.

La giornata internazionale, istituita dall’ONU nel 2015 e patrocinata dall’UNESCO, ha l’obiettivo di invitare alla riflessione sul contributo femminile alla scienza e di abbattere gli stereotipi di genere che ancora ostacolano la piena partecipazione delle donne nelle discipline STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica).

L’evento si è aperto con i saluti istituzionali di Giorgio Graditi, Direttore Generale di ENEA, a cui sono seguite le parole dell’Ambasciatrice Debora Lepre, rappresentante permanente presso le Organizzazioni Internazionali a Vienna. A dare particolare valore alla tematica trattata è stato il panel “Donne di successo che hanno scelto le STEM”, durante il quale hanno rilasciato la loro testimonianza quattro donne di scienza.


Tra le voci protagoniste, Ilaria Bertini, Direttrice del Dipartimento Unità per l’Efficienza Energetica (DUEE) di ENEA, ha sottolineato la necessità di superare non solo gli stereotipi di genere, ma anche quelli che allontanano più in generale i giovani dalle materie scientifiche. “C’è una percezione errata che vede le materie STEM come difficili e inaccessibili”, ha spiegato. “Ma non è vero. Lavorare nelle materie scientifiche mi ha permesso di utilizzare la creatività, di avere la possibilità di essere sempre nel front end delle materie, delle tecnologie, delle scoperte e questa è una grande. Inoltre, mi ha dato la possibilità di scambiare esperienze con altri studenti e ricercatori all’estero”. In quest’ottica, ENEA ha promosso il progetto 5 passi da ingegnera, un’iniziativa itinerante che, attraverso camp e attività pratiche, mira a far comprendere alle giovani generazioni l’importanza e il fascino delle discipline ingegneristiche.

Un’altra testimonianza di grande ispirazione è stata quella di Giulia Monteleone, Direttrice del Dipartimento Tecnologie Energetiche e Fonti Rinnovabili (TERIN) di ENEA. Ha raccontato la sua storia che è nata con un sogno, quello di contribuire alla sostenibilità ambientale. “Mi chiedevo se fosse possibile conciliare il progresso tecnologico con la tutela del pianeta. La risposta è stata sì. Una cosa non esclude l’altra”. È partita raccontando di essere stata una delle cinque, forse dieci donne in un’aula della facoltà di ingegneria composta da cinquecento persone, fino alla scoperta dell’idrogeno come vettore energetico e alla sua attuale carriera. “Seguire le proprie passioni è la chiave. E non esiste una distinzione netta tra STEM e non STEM. Anzi, la scienza ha bisogno di una visione ampia e multidisciplinare. Non è detto che un percorso umanistico non possa trasformarsi in un percorso lavorativo scientifico”.

Sul ruolo cruciale dell’informatica nella società contemporanea ha insistito, invece, Tiziana Catarci, Direttrice del Dipartimento di Ingegneria Informatica, Automatica e Gestionale alla Sapienza Università di Roma. “Il digitale sta cambiando il mondo in ogni aspetto: politica, economia, relazioni sociali”, ha spiegato. “Eppure, le donne in questo settore sono ancora poche: negli ultimi cinque anni, le iscritte a ingegneria informatica alla Sapienza sono state tra l’11 e il 16%”. Catarci ha sottolineato come i pregiudizi culturali scoraggino le ragazze dall’intraprendere carriere tecnologiche, nonostante la forte richiesta da parte del mercato del lavoro. “Le aziende vogliono donne nell’informatica, ma se non ci sono studentesse, non ci possono essere professioniste. È un problema che nasce fin dall’infanzia, quando si trasmette l’idea che la tecnologia sia roba da uomini a causa di una società intrisa di stereotipi e pregiudizi. Ragazze create il futuro con il digitale, contiamo su di voi per costruire un mondo migliore. Il mondo può essere tale solo se viene costruito insieme”.

Infine, Mariapia Pedeferri, professoressa al Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica del Politecnico di Milano, ha raccontato il suo percorso accademico in ingegneria chimica, dopo il liceo classico. “Ci è voluto tempo per farmi chiamare ingegnera e ci tengo molto”, ha dichiarato. La sua specializzazione nella corrosione dei materiali le ha permesso di lavorare in un ambito dinamico e di viaggiare in tutto il mondo. “La scienza non è solo teoria, è esperienza, è scoperta, è incontro. E questo è un aspetto che spesso viene sottovalutato”.

L’evento ha coinvolto attivamente gli studenti anche attraverso due giochi interattivi “Feel, Find, Fight Gender Stereotypes” e “Scienze senza Confini: la sfida ai Pregiudizi”, ideati per stimolare la riflessione sugli stereotipi di genere nella scienza. Inoltre, sono stati presentati progetti STEM realizzati da diverse scuole, tra cui “Ragazze on Air” e “Science Needs Girls”.

Giornate come questa dimostrano che il cambiamento culturale è possibile solo attraverso il dialogo e l’educazione. Il messaggio è chiaro: la scienza ha bisogno delle donne e le donne non devono avere paura di scegliere la scienza.

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Aggiornato il 02/11/2025

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