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Oleg Kononenko: oltre 878 giorni nello spazio

di Redazione

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Il cosmonauta russo Oleg Kononenko ha raggiunto un nuovo traguardo, annunciato il 6 febbraio 2024, superando gli 878 giorni di permanenza nello spazio a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS).

Il veterano cosmonauta, Oleg Kononenko, non si ferma qui: il suo sguardo è ora rivolto verso l’obiettivo di superare la soglia di 1.100 giorni di permanenza sulla ISS. Questa sfida è parte integrante dei suoi programmi futuri, che prevedono una permanenza continua fino a settembre 2024.

Partito per la sua prima missione l’8 aprile 2008, Kononenko ha scritto la sua storia spaziale attraverso ben cinque missioni di lunga durata. L’attuale missione, avviata a settembre 2023, è caratterizzata da una permanenza in orbita che si protrarrà per un intero anno, mettendo in evidenza la resistenza fisica e mentale richiesta per affrontare le sfide dell’ambiente spaziale.

In un’intervista alla stampa russa, Kononenko ha condiviso il suo spirito di avventura, dichiarando: “Volo nello spazio per fare la mia cosa preferita, non per stabilire record. Sono orgoglioso di tutti i miei successi, ma sono ancora più orgoglioso che il record per la durata totale della permanenza umana nello spazio sia ancora detenuto da un cosmonauta russo”.

Prima di Oleg Kononenko, il record di permanenza apparteneva a Gennady Padalka, con 878 giorni, 11 ore, 29 minuti e 48 secondi, accumulati in cinque missioni tra il 1998 e il 2015. Un altro cosmonauta russo, Valeri Polyakov, deteneva il primato precedente, con una permanenza consecutiva di 437 giorni e 18 ore a bordo della stazione spaziale Mir tra il 1994 e il 1995.

Le lunghe permanenze in orbita, nell’ambiente di microgravità, impongono notevoli sfide al corpo umano, influenzando la distribuzione dei liquidi interni e l’esposizione a radiazioni. Ulteriori complicazioni fisiche si presentano con la riduzione della densità ossea di circa l’1% ogni mese, nonostante i rigorosi esercizi fisici svolti quotidianamente in una sorta di palestra spaziale. Il recupero fisico richiede mesi, se non anni, dopo missioni spaziali prolungate.

Oltre agli ostacoli fisici, Kononenko ha anche evidenziato le sfide psicologiche legate alla lontananza dalla famiglia e alle restrizioni di movimento. Nell’intervista, ha rivelato: “Non mi sento privato di qualcosa o isolato. È solo quando torno a casa che mi rendo conto che per centinaia di giorni in mia assenza, i bambini sono cresciuti senza il papà”.


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Aggiornato il 02/27/2024

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