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Memoria di lavoro, è migliore negli atleti rispetto ai non-atleti

di Redazione

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16/12/2024

Un recente studio condotto dal gruppo Active Mind presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Jyväskylä ha evidenziato un’importante correlazione tra la pratica sportiva e le performance della memoria di lavoro. La ricerca, guidata dalla dottoranda Chenxiao Wu e supervisionata dalla professoressa associata Piia Astikainen, ha rappresentato il primo meta-analisi dedicato a confrontare le capacità di memoria di lavoro tra atleti e non-atleti, esplorando anche il ruolo del tipo di sport e del livello di prestazione.

L’analisi ha dimostrato che gli atleti hanno un vantaggio consistente nella memoria di lavoro rispetto ai non-atleti. Questo vantaggio risulta particolarmente evidente nel confronto con individui sedentari, mentre si riduce leggermente escludendo la popolazione sedentaria dal gruppo di riferimento non-atleta. La dottoranda Wu ha sottolineato che la maggior parte degli studi inclusi nell’analisi erano metodologicamente solidi, con un basso rischio di bias e senza segnali di distorsione di pubblicazione.

I risultati suggeriscono una connessione negativa tra uno stile di vita sedentario e la memoria di lavoro, rinforzando l’idea che l’attività fisica sia cruciale per mantenere la salute cognitiva. Piia Astikainen, a capo del gruppo di ricerca, ha ricordato come studi precedenti del team abbiano già dimostrato che uno stile di vita attivo può attenuare gli effetti negativi dell’invecchiamento sulle funzioni cerebrali. Questo nuovo lavoro aggiunge ulteriori prove al ruolo benefico dello sport sul funzionamento cognitivo umano.

La ricerca si inserisce nel più ampio progetto SportsFace, che esplora l’effetto dello sport sulla funzione cognitiva e sulla percezione sociale utilizzando misurazioni comportamentali ed elettrofisiologiche. L’obiettivo è approfondire la comprensione del legame tra sport, memoria di lavoro e cognizione sociale. Questo studio rappresenta un passo significativo verso la comprensione dell’impatto dello sport sul cervello umano, sottolineando l’importanza dell’attività fisica non solo per il corpo ma anche per la mente. I risultati saranno particolarmente utili per sviluppare strategie mirate alla promozione della salute cognitiva attraverso l’attività fisica.

Link per leggere l’articolo completo sulla rivista Memory: https://doi.org/10.1080/09658211.2024.2423812.

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Aggiornato il 12/03/2024

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