Società

Lotta alla violenza di genere: intervista con Flavia Brevi di Fondazione Libellula

di Redazione

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Secondo un’analisi condotta dal Cnr, in Italia, più della metà delle donne tra i 18 e gli 84 anni, ovvero quasi 12,5 milioni (50,9%), ha affermato di aver subito almeno un episodio di violenza psicologica e/o fisica nel corso della vita. Per prevenire e contrastare gli atti di violenza nei confronti delle donne, sono stati istituiti diversi centri antiviolenza sul territorio che si occupano di fornire sostegno e protezione anche ai minori sotto la loro responsabilità. In questi centri l’impegno politico e culturale per cambiare la percezione della violenza subita dalle donne e per difenderne i diritti si unisce a un approccio professionale di supporto e accoglienza, offrendo un ambiente sicuro e di supporto.

Tra queste organizzazioni spicca la Fondazione Libellula, istituita con l’obiettivo di intervenire a livello culturale per prevenire e contrastare la violenza sulle donne e la discriminazione di genere. Il progetto ha avuto inizio nel 2017 come un’iniziativa di responsabilità sociale ed è successivamente diventato una Fondazione nel 2020. 

Attraverso il Network Libellula, composto da oltre 70 aziende, la Fondazione interviene nei luoghi di lavoro implementando progetti per eliminare gli stereotipi di genere, promuovere l’empowerment delle donne e creare ambienti lavorativi inclusivi, con particolare attenzione al linguaggio. La Fondazione è attiva anche nella lotta contro la violenza di genere attraverso progetti come “Fai volare una libellula”, pensato per fornire sostegno economico alle donne vittime di violenza; “Dai segni ai sogni”, incentrato sulla sensibilizzazione del personale sociosanitario sulla violenza domestica; e “RinaSHEta” ideato per favorire il reinserimento lavorativo delle donne. Oltre alle iniziative interne, la Fondazione sensibilizza l’opinione pubblica attraverso campagne di comunicazione e contenuti online.

S-citizenship ha avuto l’opportunità di intervistare Flavia Brevi, Capa Comunicazione della Fondazione.

Che cosa è la Fondazione Libellula e di cosa si occupa?
Fondazione Libellula è l’Ente di Impresa Sociale che si occupa di prevenire e contrastare la violenza di genere attraverso progetti di sensibilizzazione e formazione per le aziende, che possono diventare antenne per evitare il formarsi di episodi di discriminazione al proprio interno o per aiutare il personale che ha problemi anche di violenza domestica.

Fondazione Libellula è anche impegnata in progetti di cura come la formazione del personale socio-sanitario per il riconoscimento dei segni, anche invisibili, di violenza; il reinserimento lavorativo di donne in uscita dal ciclo della violenza e con lo Spazio Libellula abbiamo la prima nostra antenna sul territorio per intercettare casi di vulnerabilità e creare una cultura inclusiva attraverso laboratori e corsi con genitori, persone adulte, bambini/e e adolescenti.

Inoltre, per avere un quadro della situazione generale e proporre soluzioni e interventi, abbiamo un osservatorio che produce delle survey sull’esperienza della violenza e della discriminazione delle lavoratrici, sulla percezione dei lavoratori riguardo a questo fenomeno e sulla violenza di genere in adolescenza.

In che modo l’associazione utilizza la promozione della cultura della bellezza per prevenire e contrastare la violenza sulle donne e la discriminazione di genere?
Per noi la bellezza non è quella estetica, ma cura dei sentimenti e armonia tra le parti. Nello specifico, siamo per l’alleanza tra uomini e donne e una responsabilizzazione collettiva del fenomeno. Solo così potremo efficacemente contrastarlo. 

Quali sono le attività che realizzate nelle aziende per sensibilizzare su violenza e discriminazione di genere?
Il progetto viene strutturato ad hoc in base alla realtà aziendale e alle necessità. Possiamo fare delle survey per capire qual è la situazione percepita e/o esperita dal personale, ovviamente assicurando privacy e tutela; fare formazione per aiutare le persone a riconoscere le varie forme di violenza, soprattutto quelle non fisiche, le più difficili da scorgere, proponendo esempi concreti e fornendo possibili soluzioni; fare corsi sul linguaggio del rispetto e inclusivo o sul management o il recruiting inclusivo; formare ambassador che aiutino le proprie colleghe e i propri colleghi; accompagnare nel percorso per la certificazione della parità di genere; fare programmi ad hoc sulla genitorialità condivisa che includano anche figlie e figli del personale; organizzare il volontariato aziendale o team building all’insegna dell’inclusione; programmi di empowerment sia per le donne che per gli uomini; offrire il servizio di Consigliera di Fiducia o sportelli per le segnalazioni di casi di molestia… Potrei continuare ancora a lungo, quindi riassumendo tutto il mio consiglio è di contattarci per capire insieme la soluzione migliore.

In che modo il progetto “Fai volare una libellula” fornisce un supporto concreto alle donne che hanno subito violenza?
In generale supportiamo le donne che escono dalla violenza con un sostegno psicologico, offriamo assistenza legale e costruiamo percorsi di empowerment. In particolare con il nostro progetto di cura “Fai volare una libellula”, attraverso l’attivazione di doti educative, realizziamo interventi psico-educativi, ludico-ricreativi e formativi per le donne in uscita dal ciclo di violenza e anche per le loro figlie e i loro figli, vittime anch’esse di violenza assistita.

In che modo il progetto “Dai segni ai sogni” contribuisce alla formazione degli operatori sociosanitari e quali sono i suoi obiettivi principali?
Secondo i dati del Ministero della Salute, nel 2021 sono state 11.771 le donne che hanno effettuato un accesso in Pronto Soccorso con indicazione di violenza. Spesso ancora inconsapevoli della loro situazione, è anche grazie all’intervento del personale socio-sanitario che possono cambiare il corso della loro storia. Ecco perché è fondamentale formare l’ospedale a individuare il più rapidamente possibile i segnali e a utilizzare strumenti relazionali idonei per approcciarsi alle vittime, mettendo al primo posto la sicurezza loro e quella delle loro figlie e dei loro figli.

È quello che facciamo con il nostro progetto di cura “Dai Segni ai Sogni”, già testato sul personale dell’ASST-Gaetano Pini-CTO di Milano e replicato in altre 6 edizioni nel territorio milanese.

Ci sono nuove iniziative e progetti che Fondazione Libellula sta portando avanti o partiranno a breve di cui potete parlare?
Abbiamo attivato il Progetto SEED, Sviluppo Educazione Empowerment contro le Discriminazioni, con il coordinamento di Fondazione Libellula e in partenariato con Arci, Centro Penc, Arcigay Milano, City Art Milano, Fondazione Nazionale Assistenti Sociali, Innovaction Cult, Mestieri Lombardia e Stimulus. 

Insieme ci occuperemo di supportare le donne, le e i minorenni a rischio/vittime di violenza, così come coloro che sono oggetto di discriminazioni relative all’etnia, all’origine, alla religione, all’identità di genere o all’orientamento sessuale, alla disabilità fisica o cognitiva.

Tra i nostri obiettivi ci sono, tra gli altri: lo sviluppo dell’autostima e dell’indipendenza economica tramite l’inserimento o la riqualificazione lavorativa; la formazione alla genitorialità condivisa e i gruppi di mutuo-aiuto tra famiglie; l’attivazione di percorsi formativi per assistenti sociali; la promozione e la valorizzazione di una cittadinanza attiva; l’avvio di percorsi di supporto psicologico, individuale e di gruppo, con particolare attenzione alle differenze culturali, alle lingue e alla provenienza delle persone; la creazione di uno sportello di ascolto e orientamento aperto a tutt* coloro che stanno vivendo una discriminazione, l’800 116 445; la realizzazione di attività ludico-didattiche per bimb* per contrastare stereotipi, pregiudizi e violenza di genere.

Sono molti altri i progetti che stanno per uscire, quindi seguiteci sui social per ricevere aggiornamenti!


Flavia Brevi è una professionista nel campo della comunicazione inclusiva, attualmente ricopre il ruolo di Capa Comunicazione presso la Fondazione Libellula. Brevi è anche la fondatrice di Hella Network, un network di professionisti dedicati a promuovere un linguaggio inclusivo nelle aziende, per assicurarsi che la comunicazione non contribuisca al gender pay gap e supporti la creazione di ambienti lavorativi inclusivi, abbattendo il soffitto di cristallo che ostacola la realizzazione professionale e personale delle donne.




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Aggiornato il 05/15/2024

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