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L’amore che moltiplica le feste. Come vivono il Natale le famiglie allargate?

di Redazione

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02/12/2025

A Natale, più che in qualsiasi altro momento dell’anno, la famiglia torna al centro della scena. Ma oggi la parola famiglia non descrive più un’unica realtà. In Italia, secondo gli ultimi dati Istat, quasi il 40% dei nuclei è composto da forme non tradizionali. Le famiglie ricostituite, monogenitoriali, adottive e omogenitoriali sono una presenza sempre più diffusa, anche se la percezione collettiva fatica spesso a tenere il passo con questo cambiamento.

Tra le nuove configurazioni familiari, le famiglie allargate rappresentano una delle evoluzioni più significative. Per la pedagogista e formatrice Giovanna Giacomini, ideatrice di Edu-wow.com, queste famiglie dimostrano che i legami affettivi non devono per forza coincidere con quelli biologici. «La famiglia allargata è un nuovo inizio, una nuova storia da scrivere», spiega. «È un’opportunità per dare vita a una narrazione differente, costruita su basi nuove. L’essere genitori non coincide con il fatto biologico: si è padre o madre perché si sceglie un percorso di genitorialità, anche senza un legame genetico».

Per Giacomini, ciò che definisce una famiglia è «la qualità della relazione e la cura che viene offerta». Nelle famiglie allargate, il legame affettivo «non è scontato, ma scelto e costruito», e proprio per questo può diventare particolarmente significativo.

Questi percorsi non sono privi di sfide. I bambini, soprattutto, hanno bisogno di trovare un senso nei cambiamenti che attraversano. «Per loro, la cosa più importante non è che tutto sia perfetto, ma che ciò che vivono sia comprensibile», afferma Giacomini. Capire chi è il nuovo partner di un genitore, quale ruolo ricopre e come si inserisce nella rete familiare diventa essenziale per sentirsi sicuri. «Quando le situazioni familiari sono ambigue o caratterizzate da conflitti, i bambini finiscono per svolgere un lavoro invisibile: si fanno carico di mediare i conflitti e di decifrare i non detti. È una sfida emotiva enorme che non dovrebbero mai affrontare».

Secondo la pedagogista, è fondamentale parlare apertamente ai figli. «Dobbiamo rendere visibile l’invisibile, raccontando ciò che accade senza paura che la verità sia troppo dolorosa. Solo un linguaggio basato sulla sincerità, adattato all’età, può aiutarli ad affrontare i cambiamenti». Anche nella costruzione dei nuovi legami, la sincerità è decisiva: «Il nuovo adulto non è “l’amico della mamma o del papà”, ma il suo compagno o la sua compagna. È una figura coerente, con un ruolo chiaro e senza ambiguità».

Le famiglie allargate, quando trovano un equilibrio, possono offrire ai bambini un contesto ricco dal punto di vista emotivo. Crescere tra più figure di riferimento può ampliare la loro flessibilità cognitiva e insegnare che l’affetto non è un bene limitato né esclusivo, ma un legame che può ampliarsi e trasformarsi.

Il Natale, con il suo valore simbolico, può diventare una lente preziosa per osservare queste dinamiche. Una festa spesso considerata “tradizionale” può trasformarsi in un’occasione per creare nuovi rituali, accogliere nuove persone e dare spazio a legami scelti. «Il vero spirito del Natale risiede nell’amore e nel trascorrere tempo con le persone che scegliamo di avere nella nostra vita», afferma Giacomini. «L’amore si moltiplica, non si divide».

Per vivere in armonia queste feste – e la quotidianità – è però necessario che la società e le istituzioni riconoscano davvero la pluralità dei modelli familiari. Le famiglie non tradizionali esistono, sono molte, e hanno bisogno di strumenti, tutele e servizi che rispecchino la loro realtà. Finché permarrà uno scarto tra evoluzione sociale e riconoscimento normativo, sarà difficile garantire pari diritti e pari dignità a tutte le persone.

Il messaggio finale della pedagogista è semplice e potente: «Siamo esseri imperfetti che hanno affrontato diverse esperienze. L’unica cosa che conta è voler bene ai bambini, offrendo la migliore versione di noi stessi e continuando a lavorare su di noi per migliorarci». Un pensiero che riporta l’attenzione a ciò che rende davvero speciale ogni famiglia cioè l’impegno quotidiano nell’amarsi, nel crescere insieme e nel trasformare anche le sfide in occasioni di cura reciproca.

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Aggiornato il 12/15/2025

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