Società

Progetto Engine: visori per combattere la violenza di genere

di Redazione

2 minuti

Nel tentativo di affrontare il problema della violenza di genere, la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ha inaugurato il “Progetto Engine”, un’iniziativa che sfrutta la tecnologia della realtà immersiva per creare consapevolezza sull’esperienza di essere vittime di molestie.

Il progetto, frutto di una collaborazione con l’Istituto di Intelligenza Meccanica, si propone di sensibilizzare e di adottare un approccio interdisciplinare nella lotta contro la violenza. La Professoressa Anna Loretoni, Preside della Classe Accademica di Scienze Sociali e promotrice dell’iniziativa, sottolinea come l’utilizzo dei visori a realtà immersiva permetta agli studenti di immedesimarsi nella prospettiva della vittima, offrendo loro un’esperienza profondamente incisiva.

La collaborazione con l’Istituto di Intelligenza Meccanica ci è sembrata un modo innovativo e molto efficace per affrontare il tema e soprattutto per formare i ragazzi, con un approccio sicuramente più efficace rispetto a una lezione frontale”, spiega la Professoressa Loretoni.

L’obiettivo principale è rendere consapevoli gli uomini della paura, del disagio e della sensazione di impotenza quotidiana provata dalle vittime di stalking e catcalling. La realtà virtuale, attraverso scenari realistici e plausibili, crea un legame empatico con la realtà delle vittime, trasformando l’esperienza in uno strumento educativo potente.

“Mettersi, attraverso l’uso della tecnologia, nella posizione della vittima, sentire e capire che cosa la vittima di stalking e catcalling sperimenta sulla propria pelle, aiuta ad assumere consapevolezza rispetto al tema della violenza e discriminazione“, aggiunge la Professoressa.

Il progetto è nato in un contesto dove la leadership è prevalentemente femminile, evidenziando il ruolo cruciale delle donne nella promozione di iniziative contro la violenza di genere. La Professoressa Loretoni sottolinea come la presenza femminile nella governance dell’istituto abbia contribuito a una maggiore attenzione a questioni cruciali, non solo relative alla violenza, ma anche al linguaggio inclusivo e alle discriminazioni.Gli studenti vengono coinvolti attraverso un esperimento in realtà virtuale, simulando una situazione in cui una studentessa viene importunata da due ragazzi in una biblioteca universitaria. I visori propongono tre scenari: l’indifferenza, l’intervento di una sola ragazza e, infine, l’intervento di tutti a difesa della studentessa. L’obiettivo è promuovere un cambio culturale che veda la condanna unanime di comportamenti inappropriati, contribuendo così a una maggiore consapevolezza e al necessario cambiamento culturale per liberarsi dalla violenza di genere

Riproduzione Riservata © 2024 Scitizenship

Aggiornato il 05/15/2024

Articoli correlati