Ognuno di noi ha un accento. Ă una caratteristica naturale della comunicazione, che racconta la nostra storia, la nostra provenienza e le nostre esperienze di vita. Tuttavia, la presenza di accenti diversi dalla norma standard può portare a discriminazioni inconsapevoli o esplicite, soprattutto in ambito scolastico e lavorativo. Questo fenomeno, noto come razzismo sonoro, è il fulcro del progetto europeo CIRCE (Counteracting accent discrimination practices in education), finanziato dal programma Erasmus+ dellâUnione Europea, che coinvolge l’UniversitĂ degli Studi di Siena, l’Istituto di Linguistica Computazionale “Antonio Zampolli” (CNR-ILC), l’University of MĂźnster (WWU), l’International BURCH University (IBU), l’Universität Hamburg e l’University of Ăvora.
In occasione della Giornata Internazionale della Lingua Madre, che ricorre ogni 21 febbraio dal 1999 quando venne istituita dallâUNESCO per promuovere la diversitĂ linguistica e culturale, parliamo di razzismo sonoro. Cos’è? Si tratta di una forma di discriminazione basata sul modo in cui una persona parla. Studi sociolinguistici dimostrano che lâaccento può influenzare la percezione di affidabilitĂ , competenza e status sociale, portando a pregiudizi e svantaggi nellâaccesso allâistruzione e al lavoro. Questo tipo di discriminazione è spesso invisibile, ma può avere conseguenze significative sul rendimento scolastico degli studenti e sulle opportunitĂ di carriera degli adulti.
Attraverso studi condotti in quattro Paesi europei (Italia, Germania, Regno Unito e Austria), il progetto esamina come le variazioni linguistiche possano influenzare le interazioni scolastiche, la valutazione del rendimento e le opportunitĂ educative. I risultati preliminari suggeriscono che gli studenti con accenti non standard o percepiti come âmeno prestigiosiâ possono essere valutati meno positivamente dai docenti, anche a paritĂ di competenze oggettive, confermando quanto giĂ evidenziato da studi precedenti in altri contesti.
Inoltre, gli studenti con accenti diversi da quello dominante possono essere vittime di bullismo, esclusione sociale e disprezzo, portando a una diminuzione della fiducia in sĂŠ, delle prestazioni accademiche e del benessere psicologico. Lâimpatto sulla loro identitĂ culturale e sullo sviluppo linguistico può causare confusione e disagio. Lâesperienza di discriminazione sonora può favorire lâisolamento, lâansia e la depressione, creando un ambiente scolastico ostile e dannoso.
In questo contesto si inserisce il progetto CIRCE, avviato nel 2022 e che terminerĂ a fine 2025. Durante questi anni, sono stati e verranno ancora condotti studi sul campo, raccolti dati e sviluppati strumenti educativi per contrastare il razzismo sonoro, con tre principali obiettivi:
– indagare la percezione degli accenti da parte di studenti e docenti nelle scuole europee;
– fornire risorse educative per aiutare insegnanti e alunni a sviluppare maggiore tolleranza e consapevolezza sulla diversitĂ linguistica;
– sensibilizzare lâopinione pubblica su questo fenomeno, promuovendo un ambiente scolastico e universitario piĂš equo e inclusivo.
Per dare voce agli studenti, nellâambito del progetto CIRCE sono stati lanciati due concorsi che li incoraggiano a esplorare i temi della diversitĂ , dellâinclusione e dellâintegrazione. Il primo si chiama “Act Vocally, Think Globally!” e invita i giovani a creare un video di 5 minuti in cui si racconta una storia personale di discriminazione basata sullâaccento. Il secondo è il concorso per racconti brevi “Eliminate Discrimination, Embrace Integration!” che offre ai giovani l’opportunitĂ di scrivere una storia o una poesia di max. 500 parole che promuova il pensiero, il comportamento e lâazione contro la discriminazione basata sullâaccento. I vincitori dei concorsi saranno annunciati proprio oggi, in occasione della Giornata Internazionale della Lingua Madre.
Per maggiori informazioni sul progetto e per diventarne parte, visita il sito ufficiale www.circe-project.eu o scrivi a circe-ita@circe-project.eu.
Articoli
Il nostro accento ci può rendere vittime di razzismo sonoro. Di cosa si tratta?
di Redazione
3 minuti
21/02/2025
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Aggiornato il 02/17/2025