Il rapporto annuale pubblicato dal Dipartimento degli Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite (UNDESA), World Population Prospects, analizza le tendenze demografiche globali, regionali e nazionali, offrendo dati su aspetti come il tasso di crescita della popolazione, la distribuzione per età e sesso, la fertilità , la mortalità e i flussi migratori.
Il documento è uno strumento essenziale per governi, ricercatori e organizzazioni internazionali, poiché fornisce informazioni critiche per la pianificazione e la formulazione di politiche in settori come la sanità , l’educazione, il lavoro e lo sviluppo sostenibile. Le proiezioni a lungo termine contenute nel rapporto aiutano a prevedere le sfide e le opportunità future legate ai cambiamenti demografici, contribuendo a promuovere un’azione coordinata a livello globale per affrontare questioni come l’invecchiamento della popolazione, la crescita urbana e le migrazioni internazionali.
Il rapporto 2024, recentemente presentato, prevede che la popolazione mondiale raggiungerà 10,3 miliardi di persone entro il 2080, partendo dagli attuali 8,2 miliardi, per poi iniziare a diminuire. Entro la fine del secolo, la popolazione sarà inferiore del 6% rispetto alle previsioni delle Nazioni Unite di dieci anni fa, con una differenza di 700 milioni di persone, a causa di tassi di fecondità più bassi del previsto.
La crescita demografica varia a livello globale: in alcuni Paesi è stagnante, mentre in altri prosegue a ritmi diversi. Attualmente, il 28% della popolazione mondiale vive in uno dei 63 Stati, tra cui Cina, Russia, Germania e Giappone, dove il picco è stato già raggiunto nel 2024; in altri 48 Paesi il picco della popolazione sarà raggiunto tra il 2025 e il 2054. Tuttavia, 126 Paesi, tra cui India, Indonesia, Nigeria, Pakistan e Stati Uniti, continueranno a crescere oltre il 2054 fino alla fine del secolo. In alcune nazioni africane, come Repubblica Democratica del Congo, Niger e Somalia, la popolazione raddoppierà tra il 2024 e il 2054.
Globalmente, il tasso di fecondità è sceso da 3,31 figli per donna nel 1990 a 2,25 nel 2024. Più della metà dei Paesi ha un tasso di fecondità inferiore al tasso di sostituzione di 2,1 figli per donna, necessario per mantenere stabile la popolazione. Cina, Italia, Spagna e Corea del Sud hanno tassi di fecondità “ultra-bassi”, con meno di 1,4 figli per donna. Gli incentivi economici per aumentare la natalità non stanno invertendo il calo demografico, e l’immigrazione sarà la principale fonte di crescita della popolazione per molti Paesi.
L’aspettativa di vita alla nascita è tornata ad aumentare dopo la pandemia da Covid-19, raggiungendo i 73,3 anni nel 2024, con un incremento di 8,4 anni dal 1995. Entro il 2050, oltre la metà dei decessi globali avverrà a 80 anni o più, rispetto al 17% del 1995. La popolazione mondiale invecchierà sempre di più; nel 2080, il numero di persone con più di 65 anni raggiungerà i 2,2 miliardi, superando il numero di bambini e ragazzi sotto i 18 anni. Il rapporto sottolinea infine la necessità di rafforzare i sistemi sanitari e di protezione sociale e di investire nelle tecnologie per adattarsi a questa nuova struttura demografica.
I principali temi del Rapporto 2024 sono stati sintetizzati da UNDESA in dieci messaggi chiave elaborati a partire dal Summary of Results e che riprendono e ampliano quanto abbiamo visto finora:
1. È probabile che la popolazione mondiale raggiunga il picco entro il secolo in corso.
2. Una persona su quattro a livello globale vive in un Paese la cui popolazione ha già raggiunto il picco.
3. Oggi, in media, le donne hanno un figlio in meno rispetto al 1990.
4. La maternità precoce ha effetti dannosi sulle giovani madri e sui loro figli.
5. Dopo la pandemia di COVID-19, l’aspettativa di vita globale sta tornando a crescere.
6. Il principale motore dell’aumento della popolazione mondiale fino alla metà del secolo sarà lo slancio creato dalla crescita passata
7. I Paesi con popolazioni giovani e fertilità in calo hanno un tempo limitato per beneficiare economicamente della una crescente concentrazione di popolazione in età lavorativa.
8. Entro il 2080, le persone di 65 anni o più supereranno il numero di bambini e giovani sotto i 18 anni.
9. Per alcune popolazioni, l’immigrazione sarà il principale motore della crescita futura.
10. L’uguaglianza di genere e l’emancipazione femminile contribuiscono a contrastare crescita o declino rapidi della popolazione.