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Il fumo uccide, dopo la pandemia ancora di più

di Redazione

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“L’aumento dei fumatori rilevato dal report è un segnale che desta preoccupazione e rispetto al quale è importante attivare azioni di prevenzione, a partire dai più giovani, per garantire una vita più lunga, con meno disabilità e qualitativamente migliore per noi e per chi ci vive accanto”. Con queste parole  Silvio Brusaferro, presidente dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità), ha aperto il XXIV Convegno “Tabagismo e Servizio Sanitario Nazionale”, tenutosi il 31 maggio 2022 in occasione della Giornata mondiale senza tabacco.


Quasi un italiano su quattro è un fumatore: una percentuale che non era stata mai più registrata dal 2006. Il trend rilevato nel triennio 2017-2019, che vedeva una costante diminuzione delle fumatrici, non è stato confermato nel 2022. Quest’anno, infatti, si assiste a un incremento nella percentuale dei fumatori che riguarda entrambi i sessi. In aumento anche le persone che fumano sigarette a tabacco riscaldato: 3,3% del 2022 rispetto all’1,1% del 2019, ma più di una persona su tre (il 36,6%) le considera meno dannose di quelle tradizionali.


Sono questi i dati più significativi del report dell’ISS di cui si è parlato nel corso del convengo, insieme a ospiti di spicco quali Girolamo Sirchia, Fondazione “Il Sangue” Milano, Maria Sofia Cattaruzza, Presidente Società italiana di Tabaccologia, Silvio Garattini, Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri”, Roberta Pacifici, responsabile del Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’ISS, Laura Amato, Direttore F.F. U.O.C. Documentazione Scientifica, Linee Guida e HTA -Dipartimento di Epidemiologia del S.S.R. ASL Roma 1, Daniela Galeone, Ministero della Salute, Silvano Gallus, Istituto di ricerche Farmacologiche “Mario Negri”, Giuseppe Gorini, Istituto per lo Studio e la Prevenzione Oncologica Firenze, Claudia Mortali, ISS Roma, Antonino Mangiacavallo, Presidente di ECUA, Empodocle Consorzio Universitario di Agrigento, Luisa Mastrobattista, ISS Roma, Lorenzo Spizzichino, Ministero della Salute Roma, e Emanuela Testai, ISS, Dipartimento Ambiente e Salute.


“Il dato di quest’anno ci conferma come la pandemia abbia significativamente influenzato le abitudini al consumo dei prodotti del tabacco e di nicotina degli italiani”, ha dichiarato Roberta Pacifici, responsabile del Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’ISS. “I nuovi prodotti del tabacco e le e.cig si sono aggiunti al consumo delle sigarette tradizionali e i loro utilizzatori, infatti, sono quasi esclusivamente consumatori duali. La falsa percezione di consumare prodotti meno o addirittura non nocivi per la salute e il sentirsi autorizzati ad utilizzarli in ogni luogo, in deroga alla legge Sirchia, stanno certamente incidendo sull’aumento del loro consumo”.


Il consumo


Sono 12,4 milioni i fumatori in Italia e rappresentano il 24,2% della popolazione. Gli ex fumatori sono il 14,9% della popolazione italiana e i non fumatori il 60,9%. La prevalenza più alta di fumatori di sesso maschile si registra nella fascia d’età compresa tra i 25 e i 44 anni, mentre nella fascia d’età 45-64 anni si registra la prevalenza più alta tra le donne.


Si fumano in media 11,5 sigarette al giorno. Il consumo medio giornaliero di sigarette si conferma in diminuzione, sebbene tale diminuzione consista di fatto nella riduzione di 2 sigarette in 10 anni (erano 13,6 sigarette/die nel 2011), con ancora il 20,4% di fumatori che consumano più di 20 sigarette al giorno.


Rispetto all’area geografica, la prevalenza di fumatori è più alta al Sud in entrambi i sessi: 32,6% negli uomini, 21,6% nelle donne.


Si fumano principalmente sigarette confezionate (84,9%) e sigarette fatte a mano (14,9%), sebbene queste percentuali siano in diminuzione rispetto a quanto registrato nel 2019 (90,2% per le sigarette tradizionali, 18.3% per le sigarette fatte a mano). Le sigarette fatte a mano sono significativamente più diffuse tra i giovani di sesso maschile e residenti nelle regioni del Centro Italia.


La sigaretta elettronica e i prodotti a tabacco riscaldato


In Italia gli utilizzatori abituali e occasionali di e-cig sono il 2,4% della popolazione, ovvero circa 1.200.000 persone. Dopo un trend che vedeva negli anni precedenti una diminuzione degli utilizzatori, questi nel 2022 sembrano essere di nuovo in aumento (erano il 2,5% nel 2017, 2,1 nel 2018, 1,7% nel 2019). L’81,9% di chi usa la sigaretta elettronica è un fumatore, dunque un consumatore duale che fuma le sigarette tradizionali e contemporaneamente l’e-cig. Il 2,8% dei fumatori abituali o occasionali di sigaretta elettronica sono invece persone che prima di utilizzare l’e-cig non avevano mai fumato sigarette tradizionali.  


Per quanto riguarda le sigarette a tabacco riscaldato (HTP), queste vengono utilizzate abitualmente o occasionalmente dal 3,3% della popolazione italiana, circa 1.700.000 persone. Il loro consumo è triplicato, passando dall’ 1,1% nel 2019 al 3,3% nel 2022. Relativamente alla percezione del rischio per la salute derivante dall’uso delle sigarette a tabacco riscaldato, si osserva che sebbene la maggioranza dei fumatori (il 52,2%) ritenga che esse siano dannose al pari delle sigarette tradizionali, il 36,6% ritiene che lo siano meno.

Il fumo passivo


Consentire di fumare in casa ai propri ospiti è un comportamento fortemente correlato allo stato attuale di fumatore. Infatti, mentre non consente di far fumare all’interno della propria casa il 45% dei fumatori (erano il 48,9% nel 2019), non lo consentono il75,4% degli ex-fumatori (erano il 74,9% nel 2019) e l’83,5% dei non fumatori (erano l’80,4% nel 2019): in diminuzione, pertanto, il comportamento virtuoso da parte dei fumatori, ma in aumento il divieto di fumare in casa da parte degli ex-fumatori e dei non fumatori.


Anche l’esposizione dei bambini al fumo passivo in casa è fortemente correlata alla condizione di fumatore: infatti, mentre dichiarano di esporre al fumo passivo i bambini il 22,6% dei fumatori, questa percentuale scende al 5,5% nel caso di ex-fumatori e al 4,7% dei non fumatori. 


Dopo oltre 15 anni dall’entrata in vigore della legge antifumo (legge Sirchia), il rispetto del divieto di fumo nei luoghi chiusi è diventato un comportamento adottato nella maggior parte dei casi e in tutta Italia con un sostanziale rispetto della legge. Purtroppo, l’introduzione sul mercato di prodotti alternativi alla sigaretta tradizionale (e-cig e sigarette a tabacco riscaldato) e una legislazione non ancora adeguata ai nuovi scenari del mercato di questi prodotti, stanno rimettendo in discussione l’educazione al comportamento rispettoso nei confronti dei non fumatori.


“Dobbiamo avere più coraggio e possibilità di proporre soluzioni, interventi non soltanto nel campo delle proibizioni, ma soprattutto nel campo della prevenzione. Dobbiamo utilizzate i media per aiutare la gente a smettere di fumare. Ci sono iniziative molto coraggiose in giro per il mondo”, ha saggiunto Silvio Garattini, fondatore e presidente dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri. “E poi, un’altra soluzione potrebbe essere quella di aumentare il prezzo delle sigarette, cosa che lo Stato italiano non vuole avallare, visto che il mercato delle sigarette ha un valore di 13 miliardi di euro l’anno”.

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