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I risultati dell’indagine Istat 2023 su bullismo e cyberbullismo tra i ragazzi

di Redazione

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30/09/2025

Le relazioni tra i giovani non sono sempre lineari. Conflitti e tensioni possono trasformarsi in episodi di bullismo, un fenomeno che si manifesta attraverso comportamenti aggressivi, intenzionali e ripetuti nel tempo, di natura fisica, verbale o psicologica. L’indagine Istat “Bambini e ragazzi: comportamenti, atteggiamenti e progetti futuri”, condotta nel 2023 su un campione di oltre 39mila adolescenti rappresentativo dei 5,1 milioni di ragazzi italiani tra 11 e 19 anni, offre un quadro dettagliato della diffusione del fenomeno.

I dati mostrano che il 68,5% dei giovani ha subito nell’ultimo anno episodi offensivi, aggressivi, diffamatori o di esclusione, sia online che offline. Per uno su cinque questi episodi si sono ripetuti più volte al mese, mentre per circa l’8% la frequenza è stata settimanale. I maschi risultano leggermente più colpiti delle femmine (21,5% contro 20,5%), e i più giovani, tra gli 11 e i 13 anni, riportano esperienze di vessazione con maggiore frequenza rispetto ai 14-19enni (23,7% contro 19,8%).

Anche le differenze territoriali sono significative. Nel Mezzogiorno la quota di chi dichiara di non aver mai subito bullismo è più alta rispetto al Nord-ovest (33,5% contro 29%), ma nelle regioni settentrionali è più diffusa la denuncia di episodi ripetuti e continuativi.

La natura degli atti vessatori varia considerevolmente. Le forme dirette, in particolare offese e insulti, sono le più diffuse e hanno riguardato oltre la metà degli adolescenti, mentre minacce e aggressioni fisiche interessano circa l’11%. Tra le forme indirette spiccano, invece, l’esclusione, riportata dal 43% dei giovani, e la diffamazione, che colpisce quasi un ragazzo su quattro. Le differenze di genere sono marcate. I maschi sono più spesso vittime di insulti ripetuti, mentre le femmine subiscono più frequentemente esclusione.

L’età rappresenta un ulteriore fattore discriminante. Gli 11-13enni sperimentano più di frequente episodi di bullismo verbale, con il 58% che dichiara di essere stato insultato almeno una volta e oltre uno su quattro che riporta esperienze di diffamazione. Tra i 14-19enni emergono, invece, con più forza minacce, aggressioni fisiche ed episodi di esclusione, che interessano oltre il 43% del collettivo. Anche in questo caso le differenze tra maschi e femmine si mantengono costanti. Tra i ragazzi più giovani spiccano le offese verbali, mentre tra le adolescenti più grandi è l’esclusione a rappresentare la forma più diffusa di prevaricazione.

Particolarmente rilevante è anche la dimensione digitale del fenomeno. Con oltre il 90% dei ragazzi che trascorre almeno due ore al giorno online, il cyberbullismo si inserisce ormai nella quotidianità adolescenziale. Secondo l’indagine, il 34% degli 11-19enni ha subito nel 2023 episodi di prevaricazione online, con una prevalenza maggiore tra i maschi. Nel 30% dei casi gli episodi sono stati sia online che offline, mentre il 3,8% dichiara di averli vissuti esclusivamente sul web. Gli insulti digitali colpiscono più frequentemente i ragazzi rispetto alle ragazze e quasi il 9% dei maschi dichiara di aver subito attacchi ripetuti più volte al mese, contro il 6,6% delle coetanee.

Il quadro che emerge è quello di un fenomeno tutt’altro che marginale, che attraversa tutte le fasce d’età e si declina con caratteristiche differenti a seconda del genere, del contesto e dell’ambiente, reale o virtuale, in cui si manifesta. Bullismo e cyberbullismo si confermano come problematiche centrali per la crescita dei giovani e come sfide decisive per famiglie, scuole e istituzioni, chiamate a rafforzare gli strumenti di prevenzione, educazione al rispetto e inclusione sociale, senza trascurare la consapevolezza digitale.

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Aggiornato il 10/27/2025

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