Società

Global Risks Report 2025: conflitti, clima e società frammentate

di Redazione

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17/02/2025

Il 2025 si prospetta come un anno critico per la stabilità globale. Secondo il Global Risks Report 2025, pubblicato dal World Economic Forum (WEF), il mondo si trova ad affrontare minacce sempre più interconnesse e destabilizzanti, che spaziano dai conflitti armati ai cambiamenti climatici, fino alla diffusione di disinformazione e alle crescenti disuguaglianze sociali.

Basato sul Global Risks Perception Survey, che include le prospettive di oltre 900 esperti provenienti da tutto il mondo, il rapporto suddivide i rischi globali in tre orizzonti temporali: il breve termine (2025), il medio termine (2027) e il lungo periodo (2035). Gli esiti del report delineano un quadro tutt’altro che rassicurante, evidenziando come il mondo stia attraversando una delle fasi più divisive e complesse dalla fine della Guerra fredda.

Al primo posto tra le minacce imminenti per il 2025 troviamo i conflitti armati tra Stati, un rischio che due anni fa non occupava una posizione di rilievo. L’invasione russa dell’Ucraina, unita ai conflitti in Sudan e Medio Oriente, ha spinto molti governi a dare priorità alla sicurezza nazionale. Questo scenario riflette una crescente polarizzazione geopolitica che, secondo gli esperti, sta portando a un’era di recessione geopolitica.

La disinformazione, tuttavia, resta al centro delle preoccupazioni, essendo considerata il rischio più grave nel medio termine (2027). La diffusione di notizie false e la manipolazione dell’informazione, amplificata dai progressi tecnologici come l’intelligenza artificiale generativa, minano la fiducia pubblica e accentuano le divisioni sociali.

La crisi climatica, evidenziata già negli scorsi anni, continua ad aggravarsi. Eventi meteorologici estremi occupano il secondo posto tra i rischi a breve termine e il primo nell’orizzonte decennale. Gli intervistati sottolineano che il collasso degli ecosistemi e la perdita di biodiversità sono emergenze che richiedono interventi globali immediati. La situazione ambientale viene rappresentata come un peggioramento costante, con i rischi legati all’ambiente che mostrano il deterioramento più marcato rispetto a tutte le altre categorie analizzate.

Nonostante l’urgenza, permane una certa apatia nel dibattito pubblico e nella politica. Come ha osservato Enrico Giovannini, ex ministro del lavoro e delle politiche sociali della Repubblica Italiana, Direttore dell’ASVIS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) ed esperto di sostenibilità, “Purtroppo queste tematiche non sono al centro della discussione, se non in maniera episodica”.

Il report evidenzia la necessità di rafforzare il dialogo internazionale e promuovere soluzioni multilaterali per affrontare un futuro “tempestoso”. In un mondo sempre più frammentato, con Stati che tendono a concentrarsi su priorità nazionali, il rischio di un declino della cooperazione globale è alto. Tuttavia, come sottolineato dal WEF, “non esiste alternativa al dialogo e alla collaborazione se vogliamo evitare un peggioramento generale delle condizioni di vita”.

Le sfide del nostro tempo, dai conflitti armati alla crisi climatica, richiedono un impegno congiunto e visioni a lungo termine. Solo attraverso sforzi condivisi sarà possibile costruire una resilienza globale per affrontare i rischi emergenti e garantire un futuro più stabile.

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Aggiornato il 02/18/2025

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