Società

Global gender gap 2024: l’Italia perde otto posizioni

di Redazione

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26/07/2024

Il Global Gender Gap Report è un’indagine annuale, realizzata dal Forum Economico Mondiale a partire dal 2006, che valuta la parità di genere in vari Paesi e gli sforzi compiuti per colmare il divario. Alla sua 18esima edizione, il Global Gender Gap Report 2024 analizza la situazione della parità di genere in 146 economie, considerando quattro dimensioni chiave: partecipazione economica, istruzione, salute ed emancipazione politica. L’indice utilizza una scala da 0 a 100 per misurare i progressi verso la parità.

Nel 2024, nessun Paese ha raggiunto la piena parità di genere. Tuttavia, il 97% delle economie analizzate ha colmato più del 60% del divario di genere. Secondo il rapporto, ci vorranno 134 anni per raggiungere la piena parità, cinque generazioni oltre l’obiettivo fissato per il 2030 e con un divario in aumento rispetto al 2023, quando era stimato in 131 anni.

Anche a livello macro-regionale il progresso verso la parità di genere sta rallentando, pur senza cambiamenti significativi nelle posizioni occupate. L’Europa mantiene il primo posto, ma perde 1,3 punti percentuali rispetto al 2023; il Nord America registra una diminuzione dello 0,2% e l’America Latina e i Caraibi dello 0,1%. Le uniche macro-regioni che migliorano rispetto all’anno precedente sono l’Asia dell’Est e il Pacifico (+0,4%), grazie ai buoni risultati di Nuova Zelanda, Australia e Filippine, e l’Africa Sub-Sahariana (+0,2%), che resta però all’ultimo posto.

L’Islanda, con un divario di genere colmato al 93,5%, si conferma al primo posto e guida l’indice da circa quindici anni, rimanendo l’unica economia ad aver superato il 90% del proprio divario di genere. Nella top ten seguono la Finlandia (87,5%), la Norvegia (87,5%), la Svezia (81,6%), la Germania (81%), l’Irlanda (80,2%) e la Spagna (79,7%). L’Italia perde otto posizioni rispetto all’anno scorso, scendendo all’87° posto con il 70,3%. L’Europa, nel complesso, guida la classifica regionale del divario di genere avendo colmato il 75% del suo divario, con un miglioramento complessivo di 6,2 punti percentuali dal 2006.

In generale, secondo l’Indice, tra le 146 economie analizzate, il divario di genere si è ridotto del 96% in salute e sopravvivenza, del 94,9% in istruzione, del 60,5% in partecipazione e opportunità economiche e del 22,5% in empowerment politico. Dal 2006, l’empowerment politico ha visto il cambiamento più significativo, con un aumento di 8,3 punti percentuali. La parità nella partecipazione e nelle opportunità economiche è cresciuta di 4,8 punti percentuali e nell’istruzione di 4,2 punti percentuali. In salute e sopravvivenza, c’è stato un leggero calo dello 0,2%.

Nel 2024, la parità nella partecipazione alla forza lavoro femminile ha raggiunto il 66,7%. Tuttavia, le differenze regionali persistono, con le donne che rappresentano solo il 42% della forza lavoro globale. Per migliorare questi dati, l’Indice suggerisce misure formali come quote rosa e politiche, e fattori informali come le reti professionali. Le reti professionali maschili sono generalmente più forti, portando a maggiori opportunità di carriera.

La partecipazione femminile alla forza lavoro richiede sistemi di assistenza equi, mentre esistono tutt’ora significative differenze regionali nelle tutele formali e nei congedi parentali. Negli ultimi 50 anni, i giorni di congedo di maternità sono aumentati da 63 a 107 e quelli di paternità da meno di uno a una media di nove. L’Indice conclude che il progresso attuale è insufficiente per raggiungere la parità di genere entro il 2030. Per farlo, è necessario che governi, aziende e società civile indirizzino risorse e mentalità verso un nuovo paradigma economico, in cui la parità di genere è vista come essenziale per una crescita equa e sostenibile.

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Aggiornato il 08/21/2024

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