Società

Giornata mondiale per la libertà di stampa: premiate tre giornaliste iraniane

di Redazione

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Il 3 maggio si celebra la giornata mondiale della libertà di stampa per ricordare ai governi di tutto il mondo l’importanza di rispettare e proteggere la libertà di espressione di giornalisti e operatori del settore delle comunicazioni. È anche un giorno per riconoscere l’importanza che ricoprono i media indipendenti nel rafforzare la democrazia e onorare coloro che hanno perso la vita mentre svolgevano il proprio lavoro.

Quest’anno, in occasione dei trent’anni dalla decisione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite di proclamare una giornata internazionale per la libertà di stampa, l’UNESCO ha organizzato un evento speciale con il tema “Dare forma a un futuro di diritti: la libertà di espressione come motore per tutti i diritti umani”. La cerimonia, tenutasi ieri presso la sede delle Nazioni Unite a New York, è stata aperta dal discorso del presidente e editore del New York Times A. G. Sulzberger.

Sulzberger ha ricordato come l’evento sia stato istituito come un’opportunità per riunire ogni anno la comunità internazionale per riconoscere l’importanza della libertà di stampa e il ruolo fondamentale che i giornalisti svolgono nel sostenere i diritti umani, e ha espresso la sua preoccupazione su come oggi questa visione sia profondamente a rischio.

“In tutto il mondo, i giornalisti indipendenti e la libertà di stampa sono sotto attacco”, ha affermato Sulzberger. “Senza i giornalisti a fornire notizie e informazioni su cui le persone possono fare affidamento, temo che continueremo a vedere il disfacimento dei legami civili, l’erosione delle norme democratiche e l’indebolimento della fiducia – nelle istituzioni e negli altri – che è così essenziale per l’ordine globale”, ha continuato il presidente del New York Times.

Si è tenuta ieri anche la cerimonia per l’assegnazione del Premio UNESCO Guillermo Cano per la libertà di stampa, conferito ogni anno a una persona, un’organizzazione o un’istituzione per il suo contributo eccezionale alla difesa e alla promozione della libertà di stampa, specialmente quando conseguito in situazioni di pericolo. Quest’anno il premio è stato assegnato a tre giornaliste iraniane – Niloofar Hamedi, Elaheh Mohammadi e Narges Mohammadi – da mesi detenute in conseguenza del loro impegno nel riportare e diffondere la verità.

Secondo il report annuale del 2023 del World Press Freedom Index, l’Iran è uno dei paesi più repressivi al mondo in termini di libertà di stampa. Il paese si trova infatti al 177° posto in classifica su 180, seguito solo da Vietnam, Cina e Corea del Nord. L’Italia ha risalito la classifica nell’ultimo anno, attestandosi al 41° posto e guadagnando 17 posizioni rispetto al 2022. Ad occupare il podio, invece, troviamo Norvegia, Irlanda e Danimarca.

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Aggiornato il 05/05/2023

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