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ERC da 1,3 milioni a Milano-Bicocca per studiare la discriminazione razziale

di Redazione

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21/09/2025

Un nuovo sguardo sulle dinamiche di razzializzazione nel Maghreb, capace di superare stereotipi e categorie precostituite, arriva dall’Università di Milano-Bicocca. L’antropologa Marta Scaglioni ha ottenuto un ERC Starting Grant da 1,3 milioni di euro, finanziamento europeo che sosterrà per i prossimi cinque anni il progetto CHRoMA (Chromatic Maghreb, Untangling the Complexities of Race in the Contemporary Maghreb).

La ricerca si propone di esplorare, attraverso un approccio “dal basso”, i processi di discriminazione e di costruzione delle identità razziali in Tunisia, Marocco e Algeria. Non un’analisi filtrata da categorie occidentali, ma un’indagine ancorata ai contesti sociali, politici e religiosi locali. “Il Maghreb è un punto di vista privilegiato per narrare modelli di razzializzazione al di fuori degli stereotipi del pensiero occidentale”, spiega Scaglioni. “È un contesto sia ‘post-coloniale’, per l’eredità del colonialismo francese, sia ‘post-schiavista’, per la lunga storia della tratta trans-sahariana”.

Negli ultimi anni, l’area ha conosciuto tensioni crescenti, alimentate da etnonazionalismi e conflitti identitari. In Tunisia, ad esempio, ha preso piede un nazionalismo costruito su basi etniche e anti-migranti, mentre in Marocco si è assistito a un maggiore riconoscimento delle minoranze, in particolare della componente berbera. CHRoMA intende studiare queste dinamiche con strumenti innovativi, evitando semplificazioni.

CHRoMA
L’antropologa Marta Scaglioni


Scaglioni chiarisce anche il senso del lessico che utilizza: “Parlo di ‘razza’ come termine ombrello che comprende diverse caratteristiche, non solo il colore della pelle, ma anche genealogia, stato sociale, religione. Poi lo decostruisco e lo ricostruisco dal basso, sostituendolo con termini ‘emici’, cioè appartenenti ai contesti locali”. Questi termini diventeranno a loro volta metadati raccolti in un database open source, che sarà accessibile e aggiornabile da chiunque.

Il cuore del progetto sta nell’indagine delle esperienze vissute, le eredità della schiavitù, le differenze interne alla popolazione Amazigh, la razzializzazione dei migranti subsahariani, i significati attribuiti alla “bianchezza”, fino alle nuove categorie introdotte dai movimenti antirazzisti locali, spesso in dialogo con le mobilitazioni globali come Black Lives Matter.

Quattro giovani ricercatori affiancheranno Scaglioni in questo lavoro, che punta a mettere in luce tanto le gerarchie razzializzate quanto gli spazi di resistenza politica e individuale. “Utilizzo l’etimologia come chiave per capire la storia – sottolinea – parto dai termini locali che descrivono i processi di razzializzazione e ne seguo le traiettorie storico-geografiche”.

Per l’ateneo milanese si tratta di un ulteriore traguardo nel panorama internazionale della ricerca. “Il riconoscimento ERC Starting Grant al progetto CHRoMA è una conferma della qualità e della competitività dei nostri progetti in contesti scientifici globali”, commenta Marco Orlandi, prorettore vicario e prorettore alla ricerca dell’Università di Milano-Bicocca. “Comprendere i meccanismi alla base dei processi di discriminazione nel Maghreb è sempre più rilevante e questo risultato dimostra anche la capacità di Milano-Bicocca di attrarre giovani ricercatori e sostenerli verso obiettivi ambiziosi”.

Con CHRoMA, l’antropologia si apre così a un’indagine innovativa, capace di intrecciare memoria storica, linguaggi locali e pratiche di resistenza contemporanee, offrendo strumenti nuovi per comprendere la complessità delle identità nel Maghreb di oggi.

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Aggiornato il 09/08/2025

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