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E se, da domani, potessi portare il tuo amico a quattro zampe in ufficio?

di Redazione

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Immaginate un mondo nel quale, la mattina, il vostro amico a quattro zampe si prepara per venire in ufficio con voi. Vi sembrerà assurdo. Ma iniziate a pensarci seriamente, perché alcune aziende stanno prendendo questa strada. Diversi studi condotti condotti dal Banfiled Pet Hospital e dall’International Journal of Environmental Research and Public Health hanno confermato che portare il proprio animale domestico in ufficio è un ottimo modo per stemperare le tensioni, oltre che per aumentare la produttività e la serenità tra colleghi. La strada da fare in tal senso è ancora lunga e tortuosa, ma non mancano esempi virtuosi.

Tra questi l’Università di Milano-Bicocca che dallo scorso 8 aprile, con il Regolamento per l’accesso degli animali d’affezione del personale all’interno degli ambienti dell’Ateneo, ha offerto a tutti i dipendenti – professori, ricercatori, personale tecnico amministrativo e bibliotecario – la possibilità di portare con sé sul luogo di lavoro il proprio cane o gatto. Come si legge nel regolamento, gli animali potranno accedere agli uffici se in possesso di precisi requisiti preliminari, tra cui: il microchip identificativo, l’iscrizione all’Anagrafe degli Animali d’Affezione, il libretto sanitario, la certificazione delle profilassi vaccinali e dei trattamenti antiparassitari, la sottoscrizione di una polizza assicurativa che preveda la copertura per eventuali danni causati a persone o cose dall’animale. Inoltre, l’animale ospitato in Ateneo non dovrà presentare problemi comportamentali, come l’aggressività, e, dal punto di vista igienico-sanitario, i proprietari saranno tenuti ad avere con sé tutto il necessario per la cura dei loro amici a quattro zampe. L’accesso con i propri animali non sarà consentito negli uffici che prevedono un contatto diretto e continuativo con il pubblico, nelle aule e laboratori didattici, nelle aule studio, in sale conferenze e riunioni, in biblioteca, negli spazi mensa e nei luoghi dove vengono rese prestazioni sanitarie ambulatoriali o strutture assimilabili. I dipendenti potranno godere della compagnia del proprio amico a quattro zampe previa autorizzazione all’accesso del proprio dirigente e, nel caso di uffici condivisi, a questa deve essere aggiunto il consenso formale degli altri occupanti della stanza, come specificato nel regolamento entrato in vigore il 28 marzo 2024.


Anche il Dipartimento di scienze mediche veterinarie (Dimevet) dell’Università di Bologna ha avviato un progetto della durata di due anni per regolamentare l’accesso dei cani del personale e degli studenti all’interno del Dipartimento. L’iniziativa prevede che il cane sia sottoposto a una visita gratuita presso l’Ospedale universitario e che il proprietario consegua il patentino attraverso corsi gratuiti forniti dal Dimevet. Chiunque può partecipare al progetto, contribuendo alla gara di sponsorizzazione attraverso la “messa a disposizione di sistemi identificativi per i cani autorizzati, come le bandane o le targhette” oppure con un contributo economico per l’organizzazione dei corsi di conduzione, l’installazione di torrette per la distribuzione di sacchetti destinati alla raccolta delle feci, il materiale per identificare le zone dedicate.

L’anno scorso, invece, il comune di Verona aveva deciso di aprire le porte dei suoi uffici agli amici a quattro zampe dei suoi dipendenti. La sperimentazione prevedeva che i dipendenti ottenessero l’autorizzazione da parte del proprio dirigente, concessa in presenza di precise condizioni. L’animale, inoltre, doveva essere assicurato contro danni a terzi e a cose, vaccinato e con microchip. Qualora il dipendente non fosse in ufficio da solo, doveva avere la liberatoria da parte dei colleghi per condividere gli spazi con il pet in questione.

Tre esempi virtuosi che fanno ben sperare, ma non devono illudere gli affezionati padroni. Infatti, secondo una ricerca condotta da Swg e commissionata dal Gruppo Mars, il 64% dei proprietari di cani vorrebbe poter godere della compagnia del proprio amico a quattro zampe in ufficio e il 48% ritiene che le aziende dovrebbero organizzarsi in tal senso. Ma, allo stato attuale delle cose, in Italia solo il 10% delle imprese permette di portare il proprio animale in ufficio e, inoltre, ben il 55% non prevede affatto questa possibilità in futuro.


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Aggiornato il 05/15/2024

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