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Death Education, come educare i bambini al concetto di morte

di Redazione

4 minuti

31/10/2024

Nel giorno della commemorazione dei defunti, il tema della morte è al centro del discorso pubblico. Ma c’è una fetta della popolazione, a cui questo tema merita di essere raccontato in maniera corretta. Giovanna Giacomini, pedagogista ed esperta di Death Education, ci aiuta a capire come i più piccoli percepiscono la morte e come si può introdurre questo tema con sensibilità.

Secondo la pedagogista, la percezione della morte cambia profondamente a seconda dell’età del bambino. Nei primi anni di vita (0-6 anni), i bambini non possiedono ancora la capacità di astrazione necessaria per capire il concetto di morte in senso definitivo. “Per loro la morte è un evento momentaneo”, spiega Giovanna Giacomini. “E potrebbero non comprendere che una persona o un animale scomparso non torneranno”. In questa fase è importante evitare frasi come “è andato via” o “sta dormendo” che possono confondere i bambini e creare in loro l’illusione di un ritorno.

Con l’ingresso nell’età scolare (dai 6 anni in su), i bambini iniziano a formare una comprensione più concreta della morte, spesso influenzata dalle emozioni degli adulti. È qui che i genitori possono favorire una percezione serena della morte, considerandola parte naturale della vita. In adolescenza, invece, i ragazzi comprendono il carattere ineluttabile della morte e possono reagire con domande profonde o atteggiamenti di sfida per elaborare il concetto.

La Death Education, ampiamente praticata nel nord Europa, include riflessioni sulla morte come parte integrante dell’educazione alla vita. Giacomini sottolinea come, nella società italiana, si tenda a tenere i bambini lontani dalla tematica della morte, percepita come un argomento “troppo triste”. Eppure, esistono metodi naturali e appropriati per parlare della morte ai bambini, come spiegare il ciclo delle stagioni o osservare la vita e la morte di piccole piante o insetti, elementi che mostrano la morte come una parte del cambiamento.

Strategie per parlare della morte con i bambini
La Dottoressa ha condiviso una serie di suggerimenti pratici per aiutare i bambini a sviluppare una comprensione equilibrata del ciclo vitale.
Eccoli di seguito:
– Parlare con sincerità
Parlare onestamente della morte aiuta a evitare confusione. Eufemismi come “è partito”2 possono disorientare il bambino, soprattutto nei primi anni, quando ogni parola è interpretata alla lettera. Usare termini chiari come “morte” e spiegare con parole semplici che il corpo smette di funzionare può dare al bambino una percezione più realistica.
– Educare al ricordo
Il ricordo di chi non c’è più è prezioso e andrebbe coltivato. Le tradizioni familiari e i ricordi condivisi possono diventare fonte di conforto, aiutando i bambini a comprendere che, pur nell’assenza fisica, il legame resta.
– Sostenere le emozioni
I bambini hanno bisogno di sentirsi liberi di esprimere tristezza, paura e altre emozioni legate alla perdita, senza essere giudicati. La tristezza è una risposta naturale e non va minimizzata; va, invece, rispettata come una tappa nel percorso emotivo del bambino.
– Rispondere alle domande con empatia
I bambini, specie in età scolare, tenderanno a fare molte domande sulla morte. Rispondere con pazienza e sincerità, offrendo supporto attraverso la vicinanza fisica più che con lunghe spiegazioni, è una delle forme migliori di conforto.
– Utilizzare libri e albi illustrati
I libri per bambini sul tema della morte possono offrire un valido punto di partenza per parlarne in modo accessibile. Grazie alle immagini e alle storie, i bambini trovano nella narrazione un canale di comprensione semplice, ma efficace.
– Coinvolgere i bambini nei riti funebri
La partecipazione ai riti funebri, adattati all’età, può essere utile per comprendere il concetto di chiusura e di addio. Attraverso il sostegno collettivo dei familiari, i bambini si sentono meno soli e più capaci di elaborare la perdita.
– Esprimersi attraverso il gioco e l’arte
Gioco e disegno sono mezzi potentissimi con cui i bambini possono rappresentare le emozioni legate al lutto. Giocare o disegnare senza sentirsi giudicati offre loro un modo sicuro per confrontarsi con i propri sentimenti.

La morte di un animale domestico
Statisticamente la morte di un animale domestico è una delle prime volte in cui il bambino vive l’esperienza diretta con il lutto ed è il modo con cui affrontiamo questa perdita a fare la differenza. La morte di un animale domestico si traduce nella possibilità di affrontare il lutto in maniera più semplice rispetto alla perdita di una persona cara, nonostante il legame emotivo sia indiscutibilmente molto forte in entrambi i casi.

Quando un animale domestico muore, è cruciale affrontare la situazione in modo appropriato. Non bisogna nascondere la malattia o la morte dell’animale al bambino. Vedere e comprendere la malattia e la morte dell’animale aiuta il bambino a comprendere meglio il ciclo della vita e il concetto di lutto. Inoltre, non bisogna far sparire l’animale domestico. Il bambino ha bisogno del cerimoniale per dire addio. Possiamo, ad esempio, accompagnare l’animale domestico nell’ultimo saluto, seppellirlo, se ci sono le ceneri, conservarle. Fare una piccola cerimonia in famiglia, piantare un albero che cresce a simboleggiare che qualcuno muore e qualcuno nasce. Queste cose danno molto conforto ai bambini.

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Aggiornato il 11/04/2024

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