Società

Comunicazione pubblica, a che punto siamo con la parità di genere?

di Redazione

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“Credo che questa sia una battaglia culturale che, invece di basarsi soltanto su uno slogan, si fonda sulla concretezza dell’analisi dei dati e delle misure. Se non misuriamo non cambiamo”. Con queste parole Maria Chiara Carrozza, presidente del Cnr, ha aperto, in video messaggio, la presentazione del volume ‘No Women No Panel. Le cifre della parità – Monitoraggio di genere nella comunicazione pubblica’. Edito dal Cnr Edizioni, a cura di Lucio Pisacane, Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali del Cnr, e Arianna Voto, giornalista Rai per la Sostenibilità, il libro è stato presentato lo scorso 13 maggio a Torino in occasione del Salone internazionale del Libro.

Il volume, scaricabile qui, riassume i dati del progetto ‘No Women No Panel – Senza donne non se ne parla’, promosso dalla Rai su impulso della Commissione Ue per il monitoraggio e la valutazione di impatto della partecipazione di donne e uomini nella comunicazione pubblica. L’obiettivo è favorire l’equilibrio di genere, valorizzando il talento e le competenze anche femminili.

Sono stati monitorati, nel 2023, gli eventi di venticinque organizzazioni firmatarie: regioni ed enti locali (comuni, province, città metropolitane) e organizzazioni accademiche e di ricerca (università e Cnr). L’obiettivo era comprendere in quale misura la partecipazione di donne e uomini fosse paritaria. Per la raccolta dei dati è stata utilizzata un’apposita piattaforma sviluppata da Rai con il supporto scientifico del Cnr. Il 2023 è stato il primo anno di monitoraggio effettivo, perché il 2022, invece, era stato l’anno pilota per consolidare lo strumento.

Ne è emerso che quasi il 40% degli eventi analizzati per il progetto era bilanciato, la presenza maschile o femminile non superava, cioè, i 2/3 dei e delle partecipanti. Un dato certamente positivo che, in parte, è il risultato della sensibilizzazione prodotta dal monitoraggio stesso.


Rimane rilevante, tra i panel monitorati, il numero di eventi prevalentemente o esclusivamente al maschile (complessivamente il 36%) così come quelli al femminile (complessivamente il 26%). In particolare, permangono ambiti percepiti come maschili o femminili: economia e politica rimangono ancora argomenti a prevalenza maschile con più del 60% degli eventi organizzati con solo uomini (manel) o con partecipazione di più uomini, nel profilo esperto. Al contrario, cultura/educazione e società/attualità sono gli ambiti con una prevalenza femminile più alta.

I dati che riguardano il Cnr mostrano una tendenza positiva già tra il 2022 e il 2023: è aumentato il numero delle moderatrici (passate dal 45,5% al 50,3%), delle esperte (dal 43,4% al 50,8%) e delle referenti (dal 43,8% al 52,8%).

Ad intervenire durante la presentazione anche Marinella Soldi, Presidente della Rai: “Con la sua programmazione, Rai può incidere sull’immaginario collettivo, per questo dobbiamo essere tanto più attenti e consapevoli degli stereotipi di genere che trasmettiamo e dei riferimenti che offriamo. Per raggiungere una rappresentazione più equa, sono sempre più necessarie azioni tangibili. ‘No women no panel’ deve aiutare le ragazze a vedere che, con l’impegno, possono diventare quello che vogliono e che meritano”.

Parole condivise anche da Roberto Natale, Direttore Rai per la Sostenibilità, che ha voluto aggiungere quanto per la Rai sia ben chiaro che la sostenibilità non riguardi solo l’ambiente, ma la società e la governance interna. Motivo per cui, la parità di genere è uno dei pilastri del piano triennale di sostenibilità approvato a febbraio dal CdA. “Promuovere la parità di genere vuol dire saper raccontare le donne senza pregiudizi e stereotipi, proponendo alle ragazze nuovi modelli e ruoli in cui identificarsi. Ma vuol dire anche incidere sulla vita interna dell’azienda, per modificare consolidati divari nelle posizioni dirigenziali”, ha concluso.

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Aggiornato il 05/22/2024

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