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CapacitĂ  di metabolizzare l’alcool? L’abbiamo ereditata dalle scimmie

di Redazione

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21/08/2025

Un nuovo studio pubblicato su BioScience propone una prospettiva affascinante su un comportamento spesso trascurato nel mondo delle scimmie, ovvero il consumo di frutti fermentati caduti a terra. Questa pratica, osservata in particolare nelle grandi scimmie africane, potrebbe aver giocato un ruolo cruciale non solo nell’alimentazione e nell’evoluzione metabolica, ma anche nello sviluppo di comportamenti sociali complessi e, in ultima analisi, nelle radici culturali umane.

Il team internazionale di ricercatori, guidato da Nathaniel J. Dominy (Dartmouth College) e colleghi di istituzioni come il Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology e l’UniversitĂ  di St Andrews, ha introdotto un termine specifico per descrivere questo comportamento, cioè scrumping. Derivato da un’antica parola inglese usata per indicare la raccolta di frutti caduti (spesso fermentati), lo “scrumping” indica l’atto di nutrirsi di frutti maturi o sovramaturi trovati al suolo.

La ricerca si collega a precedenti studi che hanno individuato, negli antenati comuni delle grandi scimmie africane, una mutazione (A294V) nel gene ADH4, capace di aumentare di quaranta volte l’efficienza dell’enzima responsabile della metabolizzazione dell’etanolo. Questo adattamento avrebbe permesso a gorilla, scimpanzé e antenati umani di trarre energia da frutti leggermente fermentati, senza effetti tossici rilevanti.

Mangiare frutti caduti comporta vantaggi energetici evidenti: riduce la necessità delle scimmie di arrampicarsi sugli alberi, attività rischiosa e dispendiosa, e può ridurre la competizione alimentare con altre specie. Inoltre, l’etanolo presente nei frutti fermentati fornisce calorie extra, potenzialmente utili in ambienti dove il cibo è variabile.

L’aspetto forse più intrigante dello scrumping riguarda le implicazioni sociali. Nelle grandi scimmie il consumo di frutti fermentati può avvenire in gruppo, con comportamenti di condivisione che ricordano forme primitive di convivialità. Gli autori ipotizzano che queste dinamiche possano rappresentare un lontano antecedente di pratiche umane come i banchetti o i rituali collettivi legati al consumo di bevande alcoliche.

Dando un nome preciso a questo comportamento, i ricercatori puntano ad aprire nuove strade di studio sul rapporto tra ecologia alimentare, adattamenti fisiologici e comportamento sociale. Lo scrumping, suggeriscono, non è solo una curiosità etologica, ma un tassello potenzialmente fondamentale per comprendere come alimentazione, genetica e cultura si intreccino nell’evoluzione dei primati, e dell’uomo.

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Aggiornato il 08/06/2025

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