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Antartide, 7.5 milioni al CNR per il rilancio delle stazioni di ricerca italiane

di Redazione

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30/05/2025

Nel cuore del continente più inospitale della Terra, l’Italia continua a investire nel futuro della ricerca scientifica e nella sostenibilità ambientale. Il Ministero dell’Università e della Ricerca ha stanziato 94 milioni di euro nell’ambito dell’annualità 2025 del Fondo per l’edilizia e le infrastrutture di ricerca, di cui 7.5 milioni destinati al Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) per interventi strategici nelle due basi scientifiche italiane in Antartide: la stazione Mario Zucchelli e la base Concordia.

L’iniziativa, annunciata dalla Ministra Anna Maria Bernini con la firma del relativo decreto, ha l’obiettivo di sostenere progetti infrastrutturali che non solo potenziano la capacità scientifica del Paese, ma pongono al centro l’efficienza energetica e il rispetto per l’ambiente, anche nelle condizioni più estreme del pianeta.

Le due infrastrutture coinvolte rappresentano eccellenze riconosciute a livello internazionale. La stazione Mario Zucchelli, attiva dal 1985 sulla costa della Baia Terra Nova, e la base Concordia, situata sull’altopiano antartico a oltre 3.200 metri di quota e gestita congiuntamente dalla Francia, ospitano ogni anno numerose missioni scientifiche, occupandosi di clima, biologia marina, geologia, glaciologia e molto altro. Gli investimenti previsti dal decreto permetteranno di potenziare questi avamposti della conoscenza, rendendoli più sicuri, avanzati e soprattutto sostenibili.

Alla stazione Mario Zucchelli sarà destinata la quota maggiore, pari a 4 milioni di euro. Qui, gli interventi riguarderanno l’acquisto di nuove attrezzature scientifiche come un battello per ricerche oceanografiche e un ROV (Remotely Operated Vehicle), un veicolo sottomarino comandato a distanza. Questi strumenti consentiranno analisi più approfondite dei fondali marini e raccolte biologiche e geologiche a maggiore profondità, riducendo l’impatto ambientale e i rischi per il personale.

Sarà, inoltre, potenziata la rete di osservatori permanenti, con la riattivazione dell’infrastruttura di mooring dell’osservatorio marino e l’espansione della collaborazione con altre basi scientifiche internazionali. L’obiettivo è estendere le capacità di monitoraggio a lungo termine dei cambiamenti ambientali nel continente antartico.

Alla base Concordia, invece, andranno 3.5 milioni di euro per l’installazione di un innovativo impianto solare. Questo intervento migliorerà l’autonomia energetica della stazione durante i mesi estivi e ridurrà sensibilmente la dipendenza dai combustibili fossili, contribuendo a contenere l’impatto ambientale delle operazioni.

Gli interventi saranno realizzati in collaborazione con l’ENEA, ente responsabile della logistica delle basi nell’ambito del Programma Nazionale di Ricerca in Antartide (PNRA). Per la presidente del CNR, Maria Chiara Carrozza, il finanziamento rappresenta “un’opportunità per completare obiettivi cruciali e garantire che la scienza in Antartide continui a essere di altissimo livello, ma con un’impronta sempre più sostenibile”. Un impegno condiviso anche dalla ministra Bernini, che ha sottolineato l’importanza di “rafforzare le attività di studio e aprire nuovi fronti di ricerca in grado di generare benefici concreti per la società”.

Le stazioni antartiche italiane sono veri e propri laboratori a cielo aperto, in grado di offrire dati fondamentali per la comprensione dei cambiamenti climatici globali. Investire in queste infrastrutture non significa solo fare scienza di frontiera, ma anche promuovere la cooperazione internazionale, l’innovazione tecnologica e la transizione ecologica. Il nuovo decreto rappresenta un tassello importante in questa direzione, dando continuità a un impegno strategico che guarda lontano, fino al punto più remoto del pianeta.

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Aggiornato il 05/30/2025

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