Società

AI, informazione e campagne elettorali

di Redazione

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Il 2024 è un “anno elettorale” di particolare rilevanza in cui il 49% della popolazione mondiale è chiamata alle urne. Russia, India, Unione Europea e Stati Uniti sono chiamate a esprimere la loro volontà attraverso il voto. Il tema della circolazione delle informazioni attraverso le piattaforme digitali, unito alla diffusione delle fake news e al loro ruolo nell’influenzare il consenso elettorale, rimane al centro dell’attenzione. Il tema è stato discusso il 9 febbraio in un convegno presso il Dipartimento di Informatica de La Sapienza intitolato “Intelligenza Artificiale, informazione e campagne elettorali. Tra pericoli e opportunità, che fare?”.

L’uso dell’Intelligenza Artificiale è diventato una componente cruciale nel panorama politico, con il dibattito spesso caratterizzato da una comprensione superficiale della sua vera natura e un approccio “stocastico”, come affermato dalla prorettrice della Bicocca di Milano, Gabriella Pasi. Manca, secondo lei, la consapevolezza sull’argomento e occorre informare le persone sulle potenzialità e limiti dell’IA.

Walter Quattrociocchi, professore ordinario di Data Science e direttore del Center for data science and complexity for society ha sottolineato l’importanza di rivolgere l’attenzione alla fonte delle informazioni in un contesto di sovrabbondanza di dati disponibili. “L’informazione sui social circola per intrattenere e non per informare, ma ancora non si è capito se le piattaforme abbiano un ruolo nella polarizzazione delle opinioni”, osserva il Professore.

I giganti tech come Google, Microsoft e Meta sono al centro del discorso sulla sicurezza e la gestione delle informazioni. A tal proposito Francesca Bitonto, responsabile dei Rapporti Istituzionali di Microsoft, evidenzia la necessità di coordinare le risposte alle sfide attuali, con programmi come Provenance e Watermark. “Provenance è stato uno dei primi programmi messi a punto per tracciare l’origine di un contenuto. Watermark è un sigillo per proteggere un contenuto e tenere traccia del suo utilizzo”, spiega Bitonto.

Il problema della disinformazione non è limitato alle piattaforme web, ma coinvolge anche talk show e altri media, afferma Diego Ciulli, voce di Google in Italia. Inoltre, il 2024 segna un’importante evoluzione nella profilazione pubblicitaria basata sull’IA, con la possibilità per i partiti di utilizzare la profilazione solo per macroaree, come ad esempio “uomo e donna”. La sfida rimane quella di garantire uno spazio di dibattito pubblico libero, proteggendolo dagli abusi, come indicato da Angelo Mazzetti di Meta.

È importante anche considerare il ruolo della politica nel contesto attuale. Alessandra Serra, docente di Linguistica all’Università della Tuscia, evidenzia come la politica spesso cavalchi le tematiche senza governarle, generando una reattanza psicologica nei cittadini. Domenico Giordano, giornalista con esperienza in molte campagne elettorali, osserva che la politica accetta i cambiamenti quando sono già avvenuti, sottolineando che l’utilizzo dell’IA potrebbe non essere ancora imminente nelle prossime campagne elettorali.

In un’epoca in cui l’AI gioca un ruolo sempre più centrale nelle dinamiche politiche, la consapevolezza, la regolamentazione e la trasparenza emergono come chiavi fondamentali per garantire elezioni libere e informate.


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