L’Italia ha compiuto un passo importante verso la regolamentazione dell’intelligenza artificiale con il disegno di legge n. 1146, presentato dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal Ministro della Giustizia Carlo Nordio, e approvato con titolo “Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale” in data 20 marzo 2025. Il comunicato ufficiale, emanato il 20 maggio 2024, conferma l’impegno del Paese a introdurre una normativa nazionale che, senza sovrapporsi al regolamento europeo sull’IA (approvato dal Parlamento europeo il 12 marzo 2024), ne anticipa alcuni aspetti applicativi nel contesto italiano.
Questo provvedimento nasce in un momento nel quale il panorama tecnologico è in rapido mutamento e le imprese italiane si trovano a dover affrontare la sfida di rimanere competitive in un mercato sempre più digitale. La legge mira a consolidare il sistema normativo, ponendo l’autodeterminazione umana e la trasparenza degli algoritmi al centro dell’innovazione. In questo quadro, è essenziale garantire che ogni sviluppo e ogni utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale siano soggetti a una costante supervisione umana, proteggendo i diritti fondamentali dei cittadini.
Il disegno di legge prevede l’istituzione di una governance articolata tra più istituzioni: da un lato, l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) è incaricata di promuovere l’innovazione e monitorare il progresso tecnologico; dall’altro, l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) è chiamata a vigilare sulla sicurezza e a gestire i rischi connessi ai sistemi IA. Questa duplice struttura si ispira ai modelli delineati dal regolamento europeo sull’intelligenza artificiale e viene ulteriormente rafforzata dalla collaborazione con autorità internazionali, come la Direzione Generale delle Reti di Comunicazione e dei Contenuti della Commissione Europea, confermando l’allineamento dell’Italia agli standard europei.
Il testo normativo si rivolge a numerosi settori strategici, dalla sanità alla giustizia, dall’istruzione alla difesa, e include misure concrete per incentivare progetti di sperimentazione tecnologica, con investimenti che ammontano a circa un miliardo di euro nei settori chiave, tra cui la cybersicurezza, il calcolo quantistico e le telecomunicazioni. In questo contesto, fonti autorevoli come Eurostat e i rapporti ISTAT evidenziano la necessità di accelerare l’adozione dell’intelligenza artificiale per migliorare la competitività e l’efficienza dei processi produttivi e dei servizi pubblici.
Inoltre, la legge si propone di favorire il rientro di giovani ricercatori e professionisti che, attualmente all’estero, possono contribuire a rafforzare il capitale umano italiano nell’ambito della ricerca tecnologica. Un’attenzione particolare viene dedicata anche agli ambiti della tutela del diritto d’autore per i contenuti generati dall’IA e all’istituzione di norme penali per sanzionare l’uso illecito degli algoritmi.
L’intervento legislativo, oltre a essere in linea con le direttive europee, mira a creare un quadro normativo coerente e anticipatore rispetto alle esigenze di un Paese in rapido cambiamento. Si tratta di un’opportunità per fare dell’intelligenza artificiale un motore di innovazione sostenibile e inclusiva, capace di coniugare progresso tecnologico, sicurezza e tutela dei diritti fondamentali.
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L’Italia verso una legge sull’IA: approvato il DDL 1146
di Redazione
2 minuti
20/04/2025
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Aggiornato il 04/15/2025