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Privacy online e nuovi metodi di tracciamento

di Redazione

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Negli ultimi anni, si è notato un crescente interesse da parte di numerosi siti web e applicazioni nel richiedere l’indirizzo email degli utenti. Questo gesto, apparentemente inoffensivo, porta con sé una serie di implicazioni significative per la privacy digitale.

Al momento in cui si inserisce l’indirizzo email, ci si trova a condividere ben più di una semplice modalità di contatto. Per inserzionisti, web editor e sviluppatori di applicazioni, l’indirizzo email diventa una vera e propria impronta digitale, che consente loro di tracciare l’attività dell’utente attraverso vari siti e applicazioni con l’obiettivo di fornire annunci pubblicitari mirati in base ai comportamenti online dell’utente.

L’industria della pubblicità digitale ha subito notevoli cambiamenti negli ultimi anni, con l’avvento di nuove tecniche di targeting. Se in passato erano i cookie e i tracciatori invisibili a monitorare le attività online, ora emergono nuovi metodi, come il framework Unified ID 2.0 (UID 2.0). Questo framework, sviluppato dalla Trade Desk, converte l’indirizzo email in un token che viaggia con l’utente attraverso diverse piattaforme, consentendo agli inserzionisti di collegare account e inviare annunci mirati.

La privacy online rappresenta un bene prezioso e vi sono diverse misure che gli individui possono adottare per proteggere le proprie informazioni. Per cominciare, al fine di limitare il tracciamento, si potrebbe considerare la creazione di diversi indirizzi email specifici per interessi o servizi particolari. Ad esempio, utilizzare un indirizzo unico per applicazioni e servizi legati al mondo cinematografico, come Netflix o Amazon Prime, rende più complesso il processo di creazione di un profilo completo basato sull’indirizzo email. In secondo luogo, si potrebbero utilizzare strumenti di mascheramento dell’email come “Hide My Email” di Apple e “Firefox Relay” di Mozilla, che consentono la creazione automatica di alias per l’accesso a siti e applicazioni, proteggendo il vero indirizzo email dell’utente. 

Bisognerebbe inoltre optare per l’esclusione dell’indirizzo email quando possibile. Nei casi in cui i siti adottino il framework UID 2.0, è possibile scegliere di non partecipare inserendo il proprio indirizzo email su https://transparentadvertising.org. Tuttavia, se l’utente apprezza la ricezione di annunci pertinenti e non ha preoccupazioni sulla privacy, può anche decidere di condividere alcune informazioni in cambio dei contenuti online.

In generale, la tutela della propria privacy online riveste una particolare importanza. Prima di condividere l’indirizzo email, è fondamentale riflettere e prendere consapevolezza delle opzioni disponibili per mantenere il controllo delle proprie informazioni personali in un contesto digitale sempre più interconnesso.

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Aggiornato il 03/12/2024

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