Digitalmente

Le aziende italiane più solide grazie al digitale

di Redazione

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La pandemia ha innescato cambiamenti profondi nelle organizzazioni e nelle strategie aziendali, modificando drasticamente il contesto in cui le imprese italiane si sono trovate a operare. Da questa premessa è nata la ricerca “Organizational resilience and digital transformation: lessons from the coronavirus disruptions”, condotta dalla Luiss Guido Carli e da Cisco Italia, presentata oggi in un evento tra Roma (Villa Blanc, sede della Luiss Business School) e Milano (villa Necchi).


Un viaggio – a cura dei professori Luiss Jannis Kallinikos e Paolo Spagnoletti – nelle strategie di undici grandi aziende e organizzazioni italiane in quattro settori: banche, utilities, IT e forze armate. Con il coinvolgimento di oltre 460mila dipendenti, lo studio ha fotografato come l’accelerazione digitale abbia favorito una reazione veloce alla crisi pandemica da parte delle aziende analizzate, con un forte aumento nella loro resilienza organizzativa che, nel tempo, si è rivelata un elemento strutturale per la loro stessa sopravvivenza. L’analisi, inoltre, ha messo in luce come l’incremento delle capacità digitali abbia generato tre principali effetti: il forte aumento dello smartworking, l’espansione di strutture e di servizi online e la virtualizzazione di processi fisici, veri e propri punti di partenza per orientare le future scelte aziendali.


“La complessità delle sfide che affrontiamo e l’incertezza degli scenari futuri impongono un ripensamento radicale dei modelli di business di organizzazioni pubbliche e private. La trasformazione digitale rappresenta un’importante opportunità per sviluppare e porre in essere soluzioni sostenibili e innovative in tutti i settori industriali”, ha dichiarato il Rettore della Luiss, Andrea Prencipe. “La ricerca Luiss-CISCO indica, tuttavia, che la digitalizzazione è un processo complesso che deve tener presente le specificità di ciascuna organizzazione evitando di cadere in soluzioni semplicistiche e universali”.



Il paper, indagando le diverse strategie adottate dalle aziende di fronte a shock imprevisti, ha evidenziato come le trasformazioni generate nella organizzazione del lavoro si differenzino secondo due variabili: la tipologia di attività e il livello di digitalizzazione dell’azienda, indipendentemente dal settore economico di appartenenza. Il risultato ha fatto emergere due modelli “opposti” e polarizzanti: da una parte, riduzione nella operatività anche nei modelli di business slegati dal mondo fisico e con scarse capacità digitali; dall’altra un’ulteriore spinta alla virtualizzazione per i modelli di business legati al mondo fisico e con una forte propensione al digitale.


“Questa ricerca ci dice che, anche nei momenti di incertezza, non solo è fondamentale agire, ma è anche possibile creare organizzazioni più resilienti e più sostenibili”, ha dichiarato Gianmatteo Manghi, Amministratore Delegato di Cisco Italia. “In questo senso la trasformazione digitale, insieme alle relative competenze, svolge il ruolo cruciale di abilitatore”.

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