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Intelligenza Artificiale, nuove tendenze e potenzialità

di Redazione

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07/02/2025

Le ultime ricerche dell’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano hanno fatto luce su nuove tendenze e potenzialità offerte dall’Intelligenza Artificiale, di cui si è parlato nel corso del convegno Artificial Intelligence, e questo è solo l’inizio.

L’intelligenza Artificiale è un mercato che nel corso del tempo è andato sempre in crescita. Soprattutto il 2024 è stato un anno in cui il fatturato è aumentato di oltre il 50% tra l’evoluzione di modelli visti nel corso dell’ultimo anno, come il lancio di GTP4, annunci di Apple e la nascita di modelli di AI multimodale. Sebbene sia inevitabile un ridimensionamento delle mansioni in determinati settori, come sottolineato da Alessandro Piva, Direttore Scientifico dell’Osservatorio, non mancheranno le nuove opportunità volte anche ad andare incontro a esigenze e competenze del singolo professionista.

Come affermato da Bianca De Teffé Erb, Director Data & AI Ethics Leader Deloitte, L’AI è per tutti. Il segreto è avere un team multidisciplinare, da quello umanista a quello scientifico/informatico.

Le potenzialità offerte dall’avanzare dalla nuova tecnologia sono sempre più solide anche per quanto concerne la sicurezza sul lavoro, come ribadito da Matteo Cantù, Head of Robotics and Automation Innovation Enel Green Power, Enel Group, che ha applicato la diagnostica predittiva nel settore delle batterie, e l’AI ha sia ottimizzato le tempistiche di lavorazione che garantito maggiore tutela ai lavoratori.

Un altro aspetto chiave dell’evoluzione delle nuove tecnologie nell’ultimo anno è stato sicuramente quello dell’AI generativa, con una quota del 43% di progetti ibridi, tra generativa e tradizionale. Il 65% delle grandi imprese sta infatti progettando soprattutto per i sistemi a supporto di operatori interni.

Ma, al fronte di risultati così incoraggianti, quali sono le barriere da dover sormontare? Sicuramente la comunicazione. Finché persisterà una forma di comunicazione che fa prevaricare il timore verso il nuovo, piuttosto che la curiosità, continueranno anche le difficoltà nel far crescere innovative realtà imprenditoriali, sia per le grandi imprese che soprattutto per le PMI.
Facendo un confronto con altri paesi europei, in termini di adozione dell’AI, l’Italia sta comunque rimanendo indietro e questa condizione, come affermato da Giovanni Miragliotta, Direttore Osservatorio Artificial Intelligence, è dovuta alle startup. Per quanto promettenti, non ottengono finanziamenti adeguati anche se il loro numero cresce a dismisura, e presentano ottime premesse anche per i data center e dal punto di vista infrastrutturale. Ma finché la conoscenza dei cittadini sulla tematica dell’Intelligenza Artificiale rimarrà superficiale e non c’è un finanziamento che coinvolga anche le piccole medie imprese (di cui solo l’8% ha gli strumenti a disposizione), il divario tra regime e sperimentazione nelle aziende continuerà a essere sempre più alto.

A tal proposito Miragliotta ha concluso annunciando che sono in aumento corsi universitari e ITS con percorsi sulle tecnologie AI volti ad implementare le conoscenze sul tema e soprattutto a preparare al meglio alla vera sfida, quella della trasformazione abilitata dalle nuove capacità delle macchine.

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Aggiornato il 02/11/2025

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