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Donne e tecnologia: a che punto siamo con il gender gap?

di Redazione

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Da anni, l’Università degli Studi di Milano-Bicocca e Women&Tech® – Associazione Donne e Tecnologie – ETS collaborano strettamente per promuovere pari opportunità, inclusione e sostenibilità. Insieme, hanno organizzato numerose azioni congiunte per sensibilizzare sia la comunità accademica che esterna, tra cui dibattiti, incontri di formazione, seminari e attività di ricerca.

Questa collaborazione tra realtà accademica e imprenditoriale ha inoltre dato vita a un progetto di ricerca-azione incentrato sull’ambito lavorativo ITC: Donne e Tecnologia: un’indagine quali-quantitativa.

Attraverso l’impiego di metodologie qualitative come i focus group e quantitative come i sondaggi, questa indagine approfondisce la tematica “donne e tecnologia”. L’obiettivo è raccogliere informazioni sulle esperienze lavorative delle donne all’interno del network di aziende e persone associate, concentrandosi su cinque aree principali: genere e settore ICT, soddisfazione lavorativa, il bilanciamento tra vita professionale e personale, le disparità di genere percepite e le potenziali misure correttive.

La ricerca è stata condotta tra novembre e dicembre 2023, mediante un questionario anonimo online della durata approssimativa di 30 minuti. Ha coinvolto su base nazionale quasi 200 professioniste provenienti da aziende associate a Women&Tech, operanti principalmente in realtà professionali “ad alta intensità lavorativa”, con una prevalenza (70%) nel settore Tech, Software e Internet. La fascia di età maggiormente rappresentata è quella tra i 30 e i 45 anni (46,9%), con una maggioranza (62%) di intervistate laureate.

I risultati della ricerca sono stati presentati il 18 aprile durante l’evento “Donne e STE(A)M. Tra passato e futuro”. È emerso che, nonostante la preparazione e l’impegno delle professioniste, anche in termini di orario lavorativo, la maggior parte di loro incontra difficoltà nel ricevere un adeguato riconoscimento sia in termini di salario che di avanzamento di carriera.

Oltre il 71% delle intervistate segnala di aver notato o sperimentato disparità salariali rispetto ai colleghi maschi, mentre l’11,4% ha preferito non rispondere. Inoltre, più della metà (51,4%) afferma che nella propria esperienza professionale è successo di “percepire maggiori difficoltà, rispetto ai colleghi uomini, nell’ottenere credibilità e riconoscimento”. 

Per quanto riguarda il livello di soddisfazione lavorativa, il 41,8% delle donne partecipanti al sondaggio si dichiara “abbastanza soddisfatta” del proprio lavoro, il 12% “molto soddisfatta” e il 28,9% “soddisfatta”.

In tema di equilibrio tra lavoro e vita personale, in relazione all’onere lavorativo medio giornaliero, il 39,7% dichiara un impegno pari a 9h50’, al quale si aggiungono straordinari e trasferte.

Più della metà (53%) delle intervistate sono madri, mentre il 20% è genitore single. Le donne che lavorano a tempo pieno e le madri single evidenziano maggiori difficoltà nel bilanciare le diverse sfere di vita e segnalano una maggiore mancanza di tempo libero. È rilevante notare che il 10% delle partecipanti lavora a orario ridotto e il 90,5% di esse sono donne madri mentre in questo gruppo non sono presenti donne che ricoprono ruoli apicali.

Tra le possibili misure a contrasto di questi gap, secondo il 71,6% delle intervistate sarebbe necessario implementare misure a favore della conciliazione e del supporto alla genitorialità, mentre il 40,2% suggerisce di promuovere collaborazioni e sinergie tra aziende ed enti formativi, scuole e università.

Come dichiarato da Gianna Martinengo, Presidente dell’Associazione Women&Tech® ETS, “Le tecnologie sono di grande aiuto alle donne per poter conciliare famiglia e lavoro, ma le donne sono indispensabili nei processi di ideazione, progettazione e produzione delle tecnologie. Le donne con la loro visione olistica delle tecnologie danno un contributo fondamentale all’innovazione tecnologica e sociale. Tuttavia, come ci mostrano i risultati di questa ricerca, siamo ancora lontani dalla parità: di opportunità, retribuzione e presenza stessa delle donne nelle professioni tecnologiche e scientifiche”.

Patrizia Steca, presidente del Comitato Unico di Garanzia di Milano-Bicocca sottolinea invece come “L’Ateneo è impegnato in un monitoraggio costante delle scelte del percorso universitario. Queste mostrano ancor oggi un significativo sbilanciamento di genere: i ragazzi sono molto più presenti nei corsi di laurea a carattere scientifico e tecnologico, mentre le ragazze scelgono maggiormente percorsi umanistici ed educativi. Una situazione simile è osservabile nella composizione dei nostri Dipartimenti. Nonostante siano ravvisabili dei miglioramenti, è evidente come sia importante lavorare ancora nel sostenere scelte che vadano oltre i tradizionali stereotipi di genere.”

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Aggiornato il 05/15/2024

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