Culturalmente

Progetto WeToo | Anna, la ricercatrice dal cuore grande

di Claudia Acquistapace

3 minuti

Torno da voi per raccontarvi un altro pezzo del progetto WeToo di cui trovate tutte le informazioni qui: https://s-citizenship.com/culturalmente/wetoo-un-documentario-sulle-donne-nella-scienza/


Oggi vorrei parlarvi di Anna.


La prima volta che ho sentito parlare di lei è stato mentre mi affannavo alla ricerca di donne da intervistare. Poi, una frase volante, buttata là tra una porta e l’altra del corridoio, tra me e Susanne Crewell, professoressa in meteorologia all’istituto di geofisica e meteorologia dell’Università di Colonia, mentore e sostenitrice di questo progetto: “I met Anna, she’s cool, you should meet her”.


Ho pensato che sarebbe stato un altro buco nell’acqua, e così Anna è rimasta in sospeso per un po’ di tempo, mentre continuavo a ricevere candidature da persone che non calzavano affatto il progetto e rifiuti da altre che, invece, sarebbero state perfette. Come si fa a scegliere non una, ma quattro voci diverse dentro alle quali altre donne possano rispecchiarsi? Me lo chiedevo in continuazione e la rivolgevo alle mie colleghe. Non avevo un criterio chiaro di selezione, ma piuttosto tanti paletti. Volevo che le ricercatrici fossero a diversi stage di carriera e che qualcuna di loro avesse avuto esperienza con la maternità. Alla fine, forse sbagliando, chi può dirlo, ho deciso di affidarmi all’istinto, all’emozione che ognuna di loro mi trasmetteva.


Ecco, Anna l’ho scelta per questo. Le ho scritto e dalla sua risposta sono riuscita a percepire tanta energia esplodere tra le righe, negli spazi tra le parole. Studentessa di dottorato presso l’istituto di chimica inorganica dell’Università di Colonia, giocatrice di basket, appassionata di make-up, Anna si ritiene un’eccezione nel mondo scientifico. Per un intero pomeriggio mi ha raccontato episodi di discriminazione che ha subito nel tempo, nella sua carriera lavorativa prima di iniziare il dottorato. Il suo racconto è forte, mostra una sicurezza conquistata giorno dopo giorno, un percorso di emancipazione intrapreso sulla sua stessa pelle. È giovane e gentile, spontanea e genuina. Non c’è traccia di rancore nelle sue parole, trasuda passione per quello che fa: sviluppare un materiale idrofobico che renda la vita più semplice in cucina. E proprio questo, la semplicità della sua motivazione, la sua radice nelle cose quotidiane, mi è arrivato dritto al cuore, facendomi sorridere.


Abbiamo continuato la nostra conversazione ed è emerso il suo intenso legame intenso con la famiglia e gli affetti. Nel suo strenuo, imperterrito tentativo di tenere insieme il lavoro, che ama, e le relazioni affettive rivedo me stessa e i mille voli che ho preso per tornare, quando serve, quando è possibile, per accorciare e nascondere le distanze. In questo modo Anna diventa in un secondo mia sorella. Una sorella più piccola, ancora entusiasta, ancora piena di fiducia nel futuro. E, nel momento in cui anche io ho condiviso la mia storia con lei, siamo state catapultate in un universo emotivo, di empatia che cresceva sempre più. Ho cercato di non svelarmi del tutto, per proteggerla da quell’amarezza che io ho lentamente impilato negli anni nel vedere come vanno (male) le cose.


Terminato il pomeriggio insieme, mi separo da lei e, camminando, rifletto: Anna sarà il cardine del documentario. La mia speranza è che altre, come me, ascoltandola possano sentire un filo invisibile che le lega a lei. Anna è una parte di tutte noi ricercatrici, quel lato di anima pura, fiduciosa, appassionata, generosa, che ti fa intraprendere la strada della ricerca, cibandosi di meraviglia, curiosità e fratellanza. Anna ci crede, no matter what.


All’inizio, almeno una piccola parte di Anna è dentro ognuna di noi. Poi entri nel sistema, e questo ti costringe a imparare in fretta, a proteggere e ad alimentare quella parte di fiducia, passione e generosità senza lasciare che la realtà la prosciughi. Dipende da noi, indubbiamente, ma anche dal contesto in cui siamo immerse: Anna lo racconta chiaramente nel documentario. Non appena uscirà, tra molto poco, potrete essere tutti in grado di incontrarla, di ascoltarla, di costruire un legame con lei e di scegliere in che modo potete fare la differenza, per voi stesse e, di conseguenza, anche per gli altri.


Stay tuned!


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