Cultura

24 gennaio: Giornata Mondiale dell’Educazione, per un’istruzione inclusiva

di Redazione

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Ogni 24 gennaio si celebra la Giornata Mondiale dell’Educazione, un’occasione per riflettere sul diritto all’istruzione e su come ampliarlo il più possibile a livello globale.

La base di questo diritto universale può essere rintracciata nell’articolo 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, che sottolinea l’importanza di garantire l’istruzione gratuita per le classi elementari e di base. L’istruzione, secondo la Dichiarazione, deve mirare al pieno sviluppo della personalità umana, al rafforzamento del rispetto dei diritti umani e alla promozione della comprensione e della tolleranza tra nazioni e gruppi diversi.

L’istruzione, oltre a essere un diritto fondamentale, è anche una responsabilità pubblica. L’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile sottolinea l’importanza di un’istruzione inclusiva ed equa per tutti, promuovendo opportunità di apprendimento permanente. L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha istituito la Giornata Mondiale dell’Educazione il 24 gennaio per riconoscere il ruolo cruciale dell’educazione nella costruzione della pace e nello sviluppo globale.

Senza un accesso equo e inclusivo a un’istruzione di qualità, la lotta contro la povertà è un’impresa impossibile. Molti bambini, ragazzi e adulti in diverse parti del mondo sono ancora privati del diritto all’istruzione, incapaci di accedere a competenze di base come la lettura e la matematica. L’istruzione non solo previene la povertà, ma combatte anche l’esclusione sociale e le forme più gravi di discriminazione.

I rapporti dell’Unesco del 2023 hanno evidenziato che il numero di bambini che non possono frequentare la scuola è aumentato di 6 milioni, portando il totale a 250 milioni. Le maggiori discriminazioni coinvolgono ragazze, persone con disabilità, popolazioni indigene, migranti e minoranze etniche. Il costo dell’istruzione è spesso il principale ostacolo, penalizzando i più svantaggiati e aumentando il rischio di abbandono scolastico. Gli Stati, secondo gli strumenti internazionali, hanno l’obbligo di garantire che le misure adottate non ostacolino il diritto all’istruzione, evitando interferenze di terzi e implementando politiche positive. Cittadini più istruiti contribuiscono a ridurre il tasso di povertà, alleggerire la spesa pubblica e promuovere una società più informata e consapevole.

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