Sostenibilità

Levi-Montalcini Foundation: un progetto innovativo per la sede del centro di ricerca

di Redazione

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Venerdì 16 giugno, presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato, si è svolta la conferenza stampa di presentazione del progetto per il centro espositivo e di ricerca Levi-Montalcini Foundation.

Gli interventi sono stati introdotti dal senatore Antonio Trevisi, Segretario della Commissione Ambiente che ha subito dato la parola a Piera Levi-Montalcini, latrice dei saluti della famiglia Levi-Montalcini che spera di rendere più vicina a tutti attraverso il lavoro della Fondazione.

Levi-Montalcini, sottolineando l’ampiezza del lascito documentario della sua famiglia, ha ribadito l’importanza di renderlo pubblico e fruibile al pubblico, con un’attenzione speciale rivolta ai giovani. Sono infatti i ragazzi il target primario cui la Fondazione si rivolge, per cercare di insegnare loro che lavorando con impegno e appassionandosi possono arrivare ad alte vette, non solo come Rita Levi-Montalcini, premio Nobel per la medicina, ma come anche i fratelli di Rita, Paola Levi-Montalcini, nota pittrice, e Gino, architetto e disegnatore.

Piera Levi-Montalcini ha ricordato come sua zia Rita fosse sempre stata una grandissima fautrice dell’impegno femminile nella scienza e che proseguire in questo percorso è parte integrante della mission della Fondazione, che vuole avere un occhio attento alle evoluzioni non solo tecnologiche ma anche culturali.

Levi-Montalcini, ingegnere, ha ricordato come quando si iscrisse ad Ingegneria al Politecnico di Torino fosse una delle 6 donne su 9000 studenti e di come le donne non avessero neanche dei bagni dedicati, non essendo previsto che se ne iscrivessero in facoltà.

Ha preso poi la parola Gabriele D’Amico Soggetti, per approfondire il punto di vista giuridico sulla gestione del patrimonio familiare, nel rispetto del codice italiano dei beni culturali e delle normative internazionali, con riferimento in particolare alla Convenzione Unesco del 2003 e alla Convenzione di Faro del 2005. Si tratta, nel caso della Fondazione e della famiglia Levi-Montalcini, di un patrimonio complesso, che include beni architettonici, artistici e scientifici, per valorizzare i quali è necessario coinvolgere le rispettive comunità.

L’architetto Giancarlo Zema ha illustrato il progetto della sede della Levi-Montalcini Foundation, che porta la sua firma, ribadendo come si tratti di un progetto importante, non di un classico museo ma di uno scrigno per preservare e valorizzare un patrimonio che è insieme artistico, culturale e scientifico. Le richieste e indicazioni fatte da Piera Levi-Montalcini a Zema sono state fin dall’inizio chiare: il progetto doveva essere iconico, innovativo ed ecosostenibile, in modo da favorire la simbiosi della sede con la natura, trasmettendo ai visitatori la sua complessità e bellezza, già al centro degli studi di Rita Levi-Montalcini.


L’idea alla base del progetto di Zema è quella di riprendere il parallelismo tra il sistema nervoso umano e il sistema radicale delle piante, prevedendo percorsi e spazi per eventi e aree di riflessione all’aperto. Il corpo centrale della nuova sede sarà un edificio a pianta circolare, inserito all’interno di un bosco di paulownia, l’albero del futuro che ha permesso di dare origine al sistema di ramificazioni e nervature del progetto architettonico.

Il progetto prevede un’estesa copertura fotovoltaica e un vertiporto per droni elettrici passeggeri. L’illuminazione del parco sarà completamente off-grid alimentata da pannelli solari e l’esperienza nel bosco immersiva. Sensori applicati sulle piante “daranno voce” al bosco grazie alla collaborazione con il polistrumentista Simone Vitale, mentre grazie alla collaborazione con Scent Company saranno estratti ed elaborati dei profumi a partire dalle piante del bosco della Fondazione per realizzare una sorta di aroma terapia.

Marcello Merlino, presidente di Paulownia4Planet è intervenuto per illustrare alcune delle proprietà della paulownia, la pianta che assorbe più CO2 al mondo e che detiene anche il record per la crescita più rapida, ottima nel contrasto all’erosione e nella bonifica dei terreni.

Leardo Ravaioli, CEO di Ghisamestieri, ha presentato il progetto che, richiamandosi al Great Green Wall, prevede di impiantare in Sierra Leone oltre 500.000 piante di paulownia.

Matteo Micucci, docente e ricercatore dell’università di Urbino Carlo BO è intervenuto per approfondire le proprietà chimiche della paulownia ed evidenziarne le prospettive per la salute.

Come emerso dalle domande nel Q&A finale, la Fondazione sta attualmente valutando le offerte avanzate da diverse città italiane per individuare la location in cui realizzare la sede della Levi-Montalcini Foundation. I tempi di realizzazione stimati, una volta definita la location, sono stimati da Zema in 20-22 mesi.

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Aggiornato il 07/10/2023

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