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Il riscaldamento globale accelera drasticamente

di Redazione

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28/08/2026

Negli ultimi anni il riscaldamento globale sembra aver cambiato marcia. Una nuova ricerca condotta dall’Università dell’Aquila e dall’Istituto sull’inquinamento atmosferico del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Iia) mostra infatti che, a partire dal 2013-2014, il ritmo con cui cresce la temperatura media globale è circa raddoppiato rispetto ai decenni precedenti. Lo studio, pubblicato sulla rivista Climate, introduce un’analisi statistica che rafforza le evidenze di un’accelerazione del cambiamento climatico e offre una base più solida per comprenderne le cause.

Stabilire se il riscaldamento globale stia realmente accelerando non è semplice. Le temperature terrestri, infatti, sono influenzate non solo dall’aumento dei gas serra, ma anche da fenomeni naturali che modificano il clima su scala annuale o pluriennale, come l’oscillazione del Pacifico associata agli eventi di El Niño. Questa variabilità rende difficile distinguere un cambiamento strutturale dalle normali oscillazioni del sistema climatico.

Per affrontare il problema, i ricercatori hanno analizzato le principali serie storiche delle temperature medie globali prodotte dai maggiori centri di ricerca internazionali – NASA, NOAA, HadCRU, Berkeley Earth ed ERA5 – applicando un metodo statistico diverso rispetto a quello utilizzato in studi precedenti.

“L’analisi disponibile finora suggeriva già la presenza di un cambiamento nel tasso di riscaldamento, ma il metodo statistico impiegato non permetteva di considerare quei risultati sufficientemente affidabili”, spiega Umberto Triacca, del Dipartimento di Ingegneria e Scienze dell’Informazione e Matematica dell’Università dell’Aquila e primo autore dello studio. “Applicando una metodologia più robusta abbiamo individuato con chiarezza un punto di svolta tra il 2013 e il 2014.”

Secondo i risultati della ricerca, fino ai primi anni del decennio scorso la temperatura media globale aumentava a un ritmo compreso tra 0,16 e 0,18 °C per decennio. Dal 2013-2014, invece, il tasso di crescita è salito tra 0,34 e 0,42 °C ogni dieci anni, evidenziando un’accelerazione di circa il doppio.

L’aspetto più rilevante è la coerenza del risultato. Il cambio di passo emerge, infatti, in tutte le principali banche dati climatiche analizzate, indipendentemente dall’ente che le produce.

“I nostri risultati risultano estremamente affidabili proprio perché sono confermati da tutte le serie di temperatura considerate”, sottolinea Antonello Pasini, ricercatore del Cnr-Iia e autore corrispondente dello studio. “Il prossimo obiettivo sarà comprendere quali fattori abbiano determinato questa accelerazione.”

Tra le ipotesi che i ricercatori intendono approfondire vi sono sia possibili cause naturali sia fattori legati alle attività umane. In particolare, saranno analizzate variabili come le emissioni antropogeniche di solfati, le modifiche della riflettività del pianeta e altri elementi che possono influenzare il bilancio energetico terrestre. Successivamente questi risultati saranno integrati con modelli dinamici del sistema climatico e strumenti di intelligenza artificiale per comprendere meglio i meccanismi responsabili dell’accelerazione osservata.

Pur non identificando ancora le cause precise di questo cambio di ritmo, lo studio rafforza l’evidenza che il sistema climatico stia attraversando una nuova fase. Per gli autori, proprio l’incertezza sulle dinamiche che stanno guidando questa accelerazione rende ancora più urgente intervenire sui fattori che è possibile controllare.

“In un contesto in cui osserviamo un nuovo cambiamento senza comprenderne ancora completamente le cause specifiche, diventa ancora più importante ridurre il più possibile l’impatto delle attività umane sull’aumento delle temperature”, conclude Pasini.

La ricerca rappresenta, quindi, un nuovo tassello nella comprensione dell’evoluzione del clima terrestre. Individuare con precisione quando e come il riscaldamento globale abbia accelerato è, infatti, un passaggio fondamentale per migliorare le previsioni climatiche future e orientare strategie di mitigazione e adattamento sempre più efficaci.

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Aggiornato il 07/29/2026

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