Negli ultimi anni, il concetto di sostenibilità è diventato centrale nel dibattito pubblico. Questo termine si riferisce a comportamenti e scelte, sia individuali che collettive, basati su principi etici e visioni a lungo termine, volti a proteggere risorse limitate e a garantire il benessere delle generazioni presenti e future, creando un circolo virtuoso. La sostenibilità si articola in tre ambiti principali: economico, sociale e ambientale.
Un sondaggio Ipsos, intitolato “L’Italia e l’economia circolare“ e condotto a giugno su un campione di mille persone tra i 16 e i 75 anni, ha cercato di valutare la consapevolezza degli italiani riguardo alla sostenibilità e ai principi dell’economia circolare. I risultati sono stati presentati nell’ambito dell’undicesima edizione dell’Ecoforum nazionale, organizzato da Legambiente, Nuova Ecologia e Kyoto Club, che ha sottolineato l’importanza di rafforzare l’economia circolare per affrontare le sfide ambientali ed economiche del Paese.
L’economia circolare è un modello che promuove l’uso efficiente delle risorse, trasformando i rifiuti in nuove materie prime per la produzione di beni. Il sondaggio Ipsos ha rivelato che il 54% degli italiani considera prioritario adottare modelli di economia circolare e incentivare le energie rinnovabili. Tuttavia, solo il 45% dichiara di conoscere i principi dell’economia circolare. Tra il restante 55%, il 19% non ne ha mai sentito parlare, il 3% la confonde con altre discipline, e il 33% non ha una chiara comprensione del concetto. Ipsos sottolinea che la narrazione sull’economia circolare in Italia è ancora poco chiara e percepita come distante rispetto agli altri Paesi europei.
Il sondaggio indica anche che, mentre la conoscenza generale della sostenibilità è stabile, c’è un aumento delle persone con una comprensione distorta del concetto, sebbene rimangano una minoranza. Inoltre, oltre la metà degli italiani ritiene che i “green job” cresceranno in futuro, con una percentuale che sale al 71% tra chi è informato sull’economia circolare.
Secondo i dati Ipsos, gli italiani ritengono che i rifiuti siano raccolti correttamente, anche se considerano meno virtuosi enti pubblici e aziende rispetto ai cittadini. Tuttavia, il tema dell’economia circolare sembra perdere centralità , facendo apparire l’Italia sempre più distante dagli standard europei in questo ambito.
In termini di gestione dei rifiuti, il 70% delle famiglie e degli individui dimostra un comportamento virtuoso, seguiti dal settore pubblico con il 62% e dalle aziende con il 57%. I materiali come olio minerale, RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) e plastica dura sono percepiti come i più pericolosi e difficili da smaltire correttamente, mentre la possibilità di rigenerazione di questi materiali è poco conosciuta. Al contrario, carta, vetro, PET e alluminio sono visti come materiali con un ciclo di utilizzo e smaltimento molto virtuoso.
In generale, il 61% degli italiani associa i cambiamenti climatici a disastri naturali, mentre il 44% e il 45% ritengono che influenzino rispettivamente il costo dei prodotti alimentari e della vita in generale. Solo un italiano su cinque riconosce le migrazioni causate dai cambiamenti climatici.
Tre italiani su quattro sono contrari all’energia nucleare, giudicandola troppo pericolosa e poco conveniente. La metà di questi non ritiene che ci siano le condizioni per un ritorno al nucleare, mentre l’altra metà considera una possibile adesione solo se la tecnologia ridurrà drasticamente i rischi. Infine, il 38% ritiene necessario semplificare i processi autorizzativi per gli impianti di energie rinnovabili per promuovere pratiche più sostenibili.
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Economia circolare: quanto ne sappiamo?
di Redazione
3 minuti
14/08/2024
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Aggiornato il 07/30/2024