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Una nuova strada contro le allergie

di Redazione

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30/11/2025

Un team di ricercatori del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) di Palermo ha messo a punto un approccio innovativo che potrebbe aprire una nuova strada nella lotta alle allergie. L’idea è semplice da descrivere, ma sofisticata da realizzare. Si tratta di “mimetizzare” gli allergeni all’interno di minuscole vescicole provenienti da microalghe marine, così da poterli introdurre nell’organismo in modo sicuro e controllato.

Lo studio, condotto dagli Istituti di biofisica (Cnr-Ibf) e di ricerca e innovazione biomedica (Cnr-Irib) e pubblicato sulla rivista ACS Omega, mostra come queste particelle – chiamate nanoalgosomi – possano funzionare come veri e propri veicoli biologici. In questo caso sono state usate per trasportare un allergene della Parietaria judaica, pianta molto diffusa anche in Europa e responsabile di una quota significativa delle allergie ai pollini.

Le microalghe marine utilizzate dai ricercatori sono state coltivate in laboratorio, in condizioni controllate, per ottenere vescicole extracellulari naturalmente prodotte dalle cellule. Queste strutture, note per la loro capacità di trasportare materiali biologici, possono essere caricate con sostanze di interesse – in questo caso con l’allergene della Parietaria – mediante una tecnica chiamata estrusione, che sfrutta deformazioni meccaniche leggere senza danneggiare l’integrità delle vescicole.

“I nanoalgosomi non sono tossici e possono trasportare l’allergene in forma nascosta, invisibile al sistema immunitario fino al momento del rilascio”, spiega Mauro Manno, ricercatore del Cnr-Ibf e coordinatore dello studio. Alla ricerca hanno contribuito anche Antonella Bongiovanni e Paolo Colombo, responsabili dei laboratori del Cnr-Irib coinvolti nel progetto.

Questo “camuffamento” potrebbe rappresentare un grande passo avanti per l’immunoterapia allergene-specifica, una strategia che punta a insegnare al sistema immunitario a tollerare l’allergene invece di reagire in modo eccessivo. Uno dei limiti attuali è proprio la sicurezza. Somministrare a un paziente allergico la sostanza che scatena la sua reazione può comportare rischi significativi. Da qui la necessità di un vettore “protettivo”.

Il vantaggio offerto dai nanoalgosomi è duplice: da un lato proteggono il paziente dai possibili effetti collaterali, dall’altro garantiscono un rilascio controllato dell’allergene, permettendogli di svolgere la sua funzione terapeutica solo quando arriva al “bersaglio”.

“L’invisibilità è fondamentale per evitare la risposta allergica immediata e consentire invece agli allergeni di avviare il processo di tolleranza immunitaria”, sottolinea Manno. La fase successiva della ricerca sarà verificare proprio questo aspetto in modelli biologici più complessi. Oltre alle possibili ricadute cliniche, questa strategia biotecnologica potrebbe trovare applicazione anche in altri settori, come quello nutraceutico o cosmetico, dove servono modalità sicure per veicolare principi attivi sensibili.

In un ambito – quello delle allergie – dove la domanda di terapie più efficaci e sicure è in costante crescita, il lavoro del Cnr apre un percorso promettente: usare la biologia delle microalghe per trasformare la gestione degli allergeni e rendere l’immunoterapia un trattamento più accessibile e meno rischioso per i pazienti.

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Aggiornato il 11/25/2025

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