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Trapianto di fegato e metastasi, un progetto europeo punta a cambiare le cure

di Redazione

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29/07/2026

Per molti anni il trapianto di fegato è stato considerato una controindicazione assoluta nei pazienti con metastasi epatiche da tumore del colon-retto. Il timore era che la terapia immunosoppressiva necessaria dopo l’intervento potesse favorire la crescita di eventuali cellule tumorali residue, aumentando il rischio di recidiva. Oggi questo scenario sta cambiando rapidamente. Nuove evidenze scientifiche suggeriscono che, in pazienti accuratamente selezionati, il trapianto potrebbe offrire risultati migliori rispetto alle strategie chirurgiche tradizionali.

È su questa prospettiva che nasce LiT-Met (Liver Transplantation for Colorectal Liver Metastases: An International Real-Life Analysis of Post-Transplant Outcomes), un progetto internazionale finanziato dall’Unione Europea con quasi 10 milioni di euro nell’ambito del programma Horizon Europe. Coordinato dall’Università di Bologna e dall’IRCCS Policlinico di Sant’Orsola, coinvolge una ventina di università, ospedali e società scientifiche di dodici Paesi europei con l’obiettivo di raccogliere le prove necessarie per ridefinire le future linee guida sul trattamento delle metastasi epatiche da carcinoma colorettale.

Il carcinoma del colon-retto rappresenta una delle neoplasie più diffuse al mondo ed è la terza forma di tumore per incidenza a livello globale. In Italia vengono diagnosticati ogni anno circa 50.000 nuovi casi, oltre 3.000 dei quali in Emilia-Romagna. Il fegato è la sede più frequente delle metastasi. Circa un paziente su cinque presenta già metastasi epatiche al momento della diagnosi e fino al 50% le sviluppa durante il decorso della malattia. Proprio queste metastasi sono responsabili di oltre la metà dei decessi correlati al tumore colorettale.

Attualmente, il trattamento chirurgico di riferimento è rappresentato dalla resezione epatica, cioè dall’asportazione della porzione di fegato interessata dalle metastasi. Questa strategia, tuttavia, non è sempre praticabile. Esistono, infatti, pazienti definiti “borderline resecabili”, nei quali il numero, la posizione o l’estensione delle metastasi rendono l’intervento particolarmente complesso o insufficiente a garantire un controllo duraturo della malattia. In questi casi si ricorre spesso a cicli di chemioterapia prima dell’intervento, ma la prognosi rimane spesso sfavorevole.

Negli ultimi anni alcuni studi hanno però mostrato che il trapianto di fegato potrebbe offrire una sopravvivenza significativamente superiore rispetto alla chirurgia convenzionale in pazienti accuratamente selezionati. Si tratta di un cambiamento di paradigma che necessita però di conferme su larga scala e di criteri condivisi per individuare i candidati più idonei.

«Oggi i pazienti interessati da questa forma tumorale presentano un’aspettativa di vita limitata: intendiamo quindi promuovere e ottimizzare il ricorso al trapianto per offrire nuove e più efficienti possibilità di cura», spiega Matteo Ravaioli, docente del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Università di Bologna, responsabile del progetto LiT-Met e del Programma di Chirurgia addominale nell’insufficienza d’organo terminale e nei pazienti con trapianto d’organo del Policlinico Sant’Orsola.

Uno degli elementi più innovativi del progetto riguarda l’impiego dell’intelligenza artificiale per supportare le decisioni cliniche. I ricercatori analizzeranno dati clinici, anatomopatologici e molecolari raccolti in numerosi centri europei per sviluppare modelli prognostici capaci di stimare il rischio di recidiva e la probabilità di sopravvivenza dopo l’intervento. L’obiettivo è costruire strumenti in grado di aiutare i medici a scegliere, per ogni paziente, se la resezione chirurgica o il trapianto rappresentino l’opzione terapeutica più vantaggiosa.

Il progetto prevede, inoltre, uno studio clinico randomizzato che confronterà direttamente le due strategie chirurgiche, contribuendo a produrre le evidenze necessarie per aggiornare le linee guida internazionali.

Accanto alla ricerca clinica, LiT-Met punta anche sulla medicina traslazionale. Un aspetto particolarmente originale consiste nell’utilizzo della perfusione ex vivo per cui i fegati malati rimossi durante il trapianto verranno mantenuti artificialmente in funzione per alcune ore grazie a speciali sistemi di perfusione. Questo consentirà ai ricercatori di testare direttamente nuove terapie e di studiare il comportamento del tumore in un ambiente biologico estremamente simile a quello dell’organismo umano, senza coinvolgere direttamente i pazienti.

Questa strategia potrebbe accelerare lo sviluppo di trattamenti personalizzati e migliorare la comprensione della biologia delle metastasi epatiche, uno degli aspetti ancora meno conosciuti della malattia. La sfida non riguarda soltanto la ricerca scientifica. In Europa esistono, infatti, notevoli differenze nella disponibilità di organi per il trapianto e nei criteri di selezione dei pazienti. Uno degli obiettivi di LiT-Met sarà anche quello di armonizzare le procedure tra i diversi Paesi, favorendo un accesso più equo alle nuove opportunità terapeutiche.

Bologna rappresenta uno dei principali centri europei nel settore della chirurgia epatobiliare e dei trapianti. Solo nel 2025 il Policlinico Sant’Orsola ha eseguito 103 trapianti di fegato, confermandosi tra le strutture italiane con il più elevato volume di attività e una delle realtà più avanzate nella ricerca clinica e nella sperimentazione di nuove tecnologie.

Se il progetto confermerà i risultati preliminari emersi negli ultimi anni, il trapianto di fegato potrebbe diventare una nuova opzione terapeutica per una parte dei pazienti con metastasi epatiche da tumore colorettale finora privi di alternative realmente efficaci. L’integrazione tra chirurgia, intelligenza artificiale, medicina di precisione e ricerca traslazionale potrebbe così contribuire a cambiare il modo in cui questa malattia viene trattata, trasformando un intervento un tempo ritenuto impossibile in una concreta possibilità di cura.

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Aggiornato il 07/29/2026

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