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Scoperto nel cervello il circuito che aiuta a vincere l’ansia

di Redazione

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10/11/2025

Nel cervello esiste un circuito che ci aiuta a superare l’ansia, permettendoci di compiere azioni fondamentali come mangiare, esplorare nuovi ambienti o riposare anche in situazioni potenzialmente rischiose. A identificarlo è stato un gruppo di neuroscienziati dell’Università di Colonia, in Germania, che ha individuato questa rete di neuroni nella parte laterale dell’ipotalamo, una regione chiave del cervello che regola funzioni essenziali come fame, sete, temperatura corporea e comportamento emotivo. I risultati dello studio, pubblicato sulla rivista Nature Neuroscience, aprono nuove prospettive per la comprensione e il trattamento dei disturbi d’ansia e dei disturbi alimentari, come anoressia e bulimia nervose.

Il team guidato da Tatiana Korotkova ha utilizzato mini-microscopi per osservare l’attività dei neuroni in tempo reale nel cervello di topi esposti a situazioni potenzialmente ansiogene. I ricercatori hanno notato che una specifica popolazione di neuroni nell’ipotalamo laterale si attiva ogni volta che gli animali riescono a superare la paura e si avvicinano a stimoli positivi, come il cibo o un nuovo ambiente da esplorare. “Abbiamo osservato – spiega Rebecca Figge-Schlensok, prima autrice dello studio insieme ad Anne Petzold – che questi neuroni si accendono quando i topi riescono a contenere l’ansia e scelgono di agire nonostante la paura. È come se il cervello premiasse il coraggio di affrontare il rischio con la possibilità di ottenere qualcosa di vitale”.

Un ruolo cruciale in questo meccanismo sembra essere svolto dalla leptina, un ormone prodotto dal tessuto adiposo che regola l’appetito e l’equilibrio energetico. Gli esperimenti hanno mostrato che aumentando l’attività dei neuroni sensibili alla leptina, i topi manifestavano minori livelli di ansia e riducevano comportamenti tipici di stress, come il correre in modo compulsivo sulla ruota, un’analogia comportamentale con l’iperattività che si osserva in alcuni pazienti affetti da anoressia nervosa.

Secondo Korotkova, questa scoperta suggerisce che il circuito identificato possa rappresentare un punto d’intervento per trattare l’ansia patologica e i disturbi del comportamento alimentare. “Ansia e anoressia nervosa sono spesso collegate – sottolinea la ricercatrice -. Il nostro prossimo obiettivo è capire se sia possibile modulare farmacologicamente l’attività di questi neuroni per ridurre i sintomi e migliorare la qualità della vita dei pazienti”.

Lo studio getta nuova luce sui meccanismi cerebrali che regolano la motivazione e il comportamento, mostrando come il cervello bilanci costantemente paura e necessità. Capire questi processi potrebbe rivelarsi fondamentale per sviluppare terapie innovative contro i disturbi legati all’ansia e all’alimentazione, dove l’equilibrio tra emozione e sopravvivenza viene spesso compromesso.

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Aggiornato il 11/19/2025

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