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RESOLVE, la nuova frontiera per svelare le origini delle mutazioni nel cancro

di Redazione

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02/09/2025

Capire come e perché un tumore si sviluppa è una delle sfide più grandi della medicina moderna. Un gruppo multidisciplinare di ricercatori italiani dell’Università di Milano-Bicocca, coordinato da Daniele Ramazzotti (Dipartimento di Medicina e Chirurgia e Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori), ha compiuto un passo avanti in tal senso con RESOLVE, un nuovo metodo computazionale che promette di affinare diagnosi, prognosi e terapie, aprendo la strada a una medicina oncologica sempre più personalizzata.

Ogni tumore porta con sé una sorta di “firma”, schemi ricorrenti di mutazioni nel DNA che rivelano la storia dei danni subiti dalle cellule. Queste firme mutazionali raccontano se il tumore è stato favorito, per esempio, dall’invecchiamento, dal fumo di sigaretta o da difetti nei meccanismi di riparazione del DNA. Studiare queste tracce permette ai ricercatori di risalire alle cause del cancro e di capire meglio come evolve.

L’analisi delle firme mutazionali non è nuova, ma fino a oggi presentava diversi limiti, soprattutto nel distinguere chiaramente i diversi sottotipi di tumore e nel valutare quanto una determinata firma fosse realmente importante per il singolo paziente.

Qui entra in gioco RESOLVE (Robust EStimation Of mutationaL signatures Via rEgularization) che, rispetto ai metodi tradizionali, consente di: identificare le firme mutazionali in modo più preciso, stimarne con maggiore affidabilità il peso nei singoli pazienti, distinguere i tumori in sottotipi molecolari, con implicazioni importanti per le terapie mirate.

Applicato a un enorme dataset di circa 20.000 genomi tumorali (sia adulti sia pediatrici), il metodo ha permesso di ridurre la complessità apparente delle mutazioni a un numero ristretto di processi dominanti, molti dei quali già associati a cause note e a prognosi diverse.

Il progetto, descritto sulla rivista Nucleic Acids Research, è frutto di una collaborazione tra esperti di informatica e medicina: oltre al gruppo di Ramazzotti, hanno partecipato i ricercatori Marco Antoniotti e Alex Graudenzi (informatica), Rocco Piazza e Luca Mologni (medicina), Giulio Caravagna dell’Università di Trieste, e altri giovani studiosi. Questa sinergia ha permesso di sviluppare uno strumento che unisce la potenza del calcolo alla comprensione dei processi biologici, mostrando come l’interdisciplinarità sia ormai imprescindibile per affrontare problemi complessi come il cancro.

«Nonostante l’elevata eterogeneità del cancro, è un numero relativamente ristretto di processi mutazionali a generare la maggior parte delle mutazioni osservate», spiega Ramazzotti. «Questa scoperta apre nuove prospettive per diagnosi, prognosi e terapie sempre più mirate». In altre parole, RESOLVE non solo aiuta a capire meglio come nascono e si sviluppano i tumori, ma potrebbe tradursi in strumenti concreti per offrire trattamenti più efficaci e su misura.

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Aggiornato il 09/02/2025

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