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Relazioni tra pari per proteggere gli universitari dal rischio di depressione

di Redazione

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22/12/2025

Gli anni universitari sono un periodo di trasformazione profonda, in cui i giovani adulti si confrontano con nuove responsabilità, pressioni accademiche e cambiamenti nelle proprie reti sociali. Un nuovo studio, finanziato da Next Generation EU, intitolato “Breaking the cycle: The protective role of perceived social support in the relationship between adverse childhood experiences, emotional dysregulation and depression in university students” e condotto da ricercatori dell’Università di Torino, dell’Università Europea di Roma e dell’Università di Padova, mostra che, in questo delicato passaggio, il supporto percepito da amici e partner può avere un ruolo decisivo nel proteggere dalla depressione gli studenti che hanno vissuto esperienze avverse durante l’infanzia.

La ricerca, pubblicata sul Journal of Affective Disorders, ha coinvolto 674 studenti universitari e ha analizzato il legame tra traumi infantili, difficoltà nella regolazione emotiva e sintomi depressivi. Le evidenze scientifiche disponibili indicavano già che esperienze come trascuratezza, maltrattamenti o conflitti familiari gravi possono compromettere lo sviluppo delle competenze emotive, aumentando il rischio di depressione in età adulta. Questo nuovo studio aggiunge un elemento chiave: una rete sociale solida, soprattutto composta da amici e partner, può attenuare l’impatto della disregolazione emotiva sui sintomi depressivi.

Durante gli anni universitari, infatti, l’autonomia cresce e la vita quotidiana si sposta spesso lontano dal nucleo familiare. Le relazioni con i coetanei diventano centrali nel sostenere i giovani nelle difficoltà accademiche e personali. Sorprendentemente, il supporto della famiglia non sembra avere lo stesso effetto protettivo. Secondo i ricercatori, una possibile spiegazione risiede nel fatto che molte delle esperienze traumatiche riportate dagli studenti hanno origine proprio nei contesti familiari, riducendo l’efficacia percepita del sostegno offerto dai parenti.

“I risultati indicano che il supporto di amici e partner può rappresentare una risorsa chiave per gli studenti universitari con storie traumatiche e disfunzionali”, spiegano i professori Rita Ardito e Mauro Adenzato del Dipartimento di Psicologia dell’UniversitĂ  di Torino. “Promuovere reti sociali solide e contesti relazionali positivi è essenziale per sostenere la salute mentale nelle comunitĂ  universitarie”.

Gli autori sottolineano come gli Atenei possano giocare un ruolo strategico nella prevenzione del disagio mentale tra gli universitari attraverso la promozione di programmi di peer-support, mentoring, attività di socializzazione, spazi di confronto tra pari e iniziative orientate all’inclusione rappresentano interventi a basso costo, ma ad alto impatto, capaci di rafforzare la rete sociale degli studenti e ridurre il rischio di depressione, soprattutto nei più vulnerabili.

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Aggiornato il 12/11/2025

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