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Psoriasi, scoperto un nuovo meccanismo che alimenta l’infiammazione cronica della pelle

di Redazione

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29/07/2026

La psoriasi è una delle malattie infiammatorie croniche della pelle più diffuse al mondo. Colpisce circa il 2-3% della popolazione e si manifesta con placche arrossate, desquamazione e prurito, ma le sue conseguenze vanno ben oltre la cute. Oggi è, infatti, considerata una patologia sistemica, associata a un’aumentata probabilità di sviluppare artrite psoriasica, malattie cardiovascolari e disturbi metabolici. Comprendere i meccanismi biologici che alimentano l’infiammazione rappresenta, quindi, uno dei principali obiettivi della ricerca.

Un importante passo avanti arriva da uno studio coordinato dall’Istituto di farmacologia traslazionale (Cnr-Ift) e dall’Istituto per le applicazioni del calcolo (Cnr-Iac) del Consiglio nazionale delle ricerche, realizzato in collaborazione con l’Istituto Dermopatico dell’Immacolata (IDI-IRCCS), l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e la Stanford University. I risultati, pubblicati sul British Journal of Dermatology, hanno identificato un nuovo meccanismo molecolare che contribuisce ad amplificare la risposta infiammatoria nella psoriasi, aprendo prospettive interessanti per lo sviluppo di terapie innovative.

La ricerca si è concentrata su una proteina chiamata p75NTR, un recettore capace di legarsi al Nerve Growth Factor (NGF), il Fattore di Crescita Nervoso scoperto dal Premio Nobel Rita Levi-Montalcini. Sebbene questa molecola sia nota soprattutto per il suo ruolo nello sviluppo e nella sopravvivenza dei neuroni, negli ultimi anni è emerso che partecipa anche a numerosi processi immunitari e infiammatori.

I ricercatori hanno scoperto che p75NTR svolge una funzione finora sconosciuta nella psoriasi, comportandosi come un vero e proprio amplificatore dell’infiammazione. Attraverso l’analisi di biopsie cutanee e di modelli cellulari ottenuti da pazienti, il gruppo di ricerca ha osservato che l’attivazione di questo recettore potenzia una delle principali vie molecolari coinvolte nella risposta immunitaria innata, quella mediata dal Toll-like receptor 4 (TLR4).

L’effetto è una produzione più intensa delle cosiddette allarmine, molecole rilasciate dai tessuti danneggiati che richiamano le cellule del sistema immunitario e mantengono attiva la risposta infiammatoria. In pratica, p75NTR contribuisce ad alimentare un circolo vizioso in cui l’infiammazione si autoalimenta, favorendo la persistenza delle lesioni cutanee tipiche della malattia.

La scoperta è il risultato dell’integrazione tra approcci sperimentali e analisi computazionali. Il gruppo del Cnr-Iac, guidato da Paolo Tieri, ha utilizzato modelli bioinformatici e reti di interazione tra proteine per ipotizzare, inizialmente solo sul piano teorico, che p75NTR potesse controllare diversi percorsi molecolari coinvolti nell’infiammazione. Successivamente questa previsione è stata confermata dagli esperimenti condotti sui campioni biologici dei pazienti. Uno degli aspetti più promettenti dello studio riguarda le possibili applicazioni terapeutiche. I ricercatori hanno, infatti, dimostrato che il blocco farmacologico di p75NTR interrompe in maniera significativa la cascata infiammatoria, riducendo il rilascio sia delle allarmine sia delle principali citochine coinvolte nella psoriasi.

Il composto utilizzato per inibire il recettore, denominato LM11A-31, è stato sviluppato dalla Stanford University ed è già stato studiato in sperimentazioni cliniche dedicate alla malattia di Alzheimer. Questo potrebbe accelerare il percorso verso future applicazioni anche nel trattamento della psoriasi, poiché si tratta di una molecola di cui sono già disponibili dati preliminari sulla sicurezza.

La ricerca conferma, inoltre, un concetto che sta emergendo con sempre maggiore forza negli ultimi anni: la psoriasi non è sostenuta esclusivamente da un’alterazione del sistema immunitario. Anche il sistema nervoso partecipa attivamente alla regolazione dell’infiammazione cutanea, attraverso un dialogo continuo tra cellule nervose, cheratinociti e cellule immunitarie. Interrompere questo dialogo potrebbe rappresentare una nuova strategia terapeutica complementare rispetto ai farmaci biologici oggi disponibili.

Secondo gli autori dello studio, p75NTR si comporta come un vero e proprio “sensore” dell’infiammazione, indispensabile per la piena attivazione della risposta immunitaria nella pelle. Individuare questo nuovo nodo della rete molecolare offre quindi un bersaglio terapeutico completamente diverso rispetto a quelli finora utilizzati.

L’importanza della scoperta è stata sottolineata anche dalla stessa rivista British Journal of Dermatology, che ha dedicato allo studio un commento scientifico evidenziandone il carattere innovativo e il potenziale impatto sulla comprensione dei meccanismi alla base della psoriasi e, più in generale, delle malattie infiammatorie croniche. Se confermati da ulteriori studi, questi risultati potrebbero contribuire allo sviluppo di trattamenti più mirati, capaci non solo di controllare i sintomi, ma di intervenire sui processi biologici che mantengono attiva la malattia.

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Aggiornato il 07/29/2026

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