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Polidatina, la molecola che contrasta i deficit della sindrome di Down

di Redazione

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23/05/2025

Un team di ricercatori del Cnr-Ibiom di Bari ha studiato gli effetti della polidatina, un polifenolo di origine vegetale, nel contrastare le alterazioni cellulari tipiche della sindrome di Down. La sindrome è causata dalla presenza di tre copie del cromosoma 21 (trisomia 21) e ogni anno colpisce tra i 3.000 e i 5.000 neonati nel mondo, secondo i dati dell’OMS.

La ricerca, pubblicata su Free Radical Biology and Medicine, si inserisce nel filone coordinato da Rosa Anna Vacca del Cnr-Ibiom ed è stata finanziata nell’ambito del progetto “NUTRAGE – Nutrizione, Alimentazione & Invecchiamento Attivo”, che promuove approcci sostenibili e naturali per una salute migliore e duratura. L’obiettivo è trovare sostanze naturali che migliorino la funzione dei mitocondri, riducano lo stress ossidativo e contribuiscano a ripristinare il corretto metabolismo cellulare. Questi fattori sono chiave nello sviluppo neurologico e nell’invecchiamento precoce associati alla sindrome.

Nello studio sono state analizzate le cellule provenienti da feti con e senza trisomia 21. I risultati mostrano che la polidatina riattiva la funzionalità mitocondriale, riduce la produzione di radicali liberi e protegge il DNA dai danni ossidativi. Questo effetto si verifica sia nelle cellule con sindrome di Down che in quelle sane.

“La polidatina, estratta dalla pianta Polygonum cuspidatum, è conosciuta da secoli nella medicina tradizionale asiatica per le sue proprietà antinfiammatorie e antiossidanti”, spiega Rosa Anna Vacca. “Il nostro obiettivo è utilizzarla come integratore alimentare precoce, già nei primi anni di vita dei bambini con sindrome di Down, per migliorarne la qualità della vita”.

Secondo le ricercatrici, la polidatina è stabile, idrosolubile, priva di effetti tossici e si distribuisce bene nell’organismo. Inoltre, è precursore del resveratrolo, noto per i suoi effetti benefici nelle malattie neurodegenerative. Allo studio ha collaborato anche il Cnr-Ift di Roma, con Giampietro Ravagnan, contribuendo con precedenti brevetti internazionali legati alla molecola.

Un ulteriore risultato emerso riguarda il miR-155, un microRNA espresso in eccesso nei pazienti con sindrome di Down. La polidatina è in grado di ridurne i livelli, riattivando geni fondamentali per la salute mitocondriale. Questo meccanismo potrebbe anche aiutare a prevenire forme di leucemia più frequenti nei bambini con trisomia 21.

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Aggiornato il 05/16/2025

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