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Pazienti oncologici e pet therapy, un’alleanza vincente

di Redazione

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30/03/2025

Nel difficile percorso della malattia oncologica, il supporto emotivo gioca un ruolo fondamentale nel benessere del paziente. Tra le strategie di sostegno, la pet therapy si sta affermando come un valido aiuto per migliorare la qualitĂ  dI vita di chi affronta cure come la chemioterapia e la radioterapia.

La terapia assistita con gli animali, meglio conosciuta come “pet therapy”, consiste nell’impiego di animali da compagnia per favorire il benessere psicofisico delle persone malate. Cani, gatti, conigli, cavalli e persino delfini sono stati impiegati in diversi contesti terapeutici, con risultati decisamente incoraggianti. Non si tratta di uno strumento nuovo, anzi. Ma ha iniziato a ricevere una particolare attenzione scientifica all’incirca intorno agli anni ’60 grazie agli studi del neuropsichiatra Boris Levinson, che osservò gli effetti positivi del suo cane su un bambino autistico. 

Come confermano diversi studi, interagire con un animale abbassa i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, favorendo una sensazione di rilassamento. Può, inoltre, migliorare l’umore, stimolando la produzione di endorfine e contribuendo a ridurre il rischio di depressione e isolamento sociale. La presenza di un animale può alleviare il dolore, grazie a un effetto distrattivo e al rilascio di ossitocina, un ormone associato al benessere. E, infine, la pet therapy favorisce la socializzazione. In ospedale o a casa, la presenza di un animale incoraggia le interazioni e può migliorare l’atteggiamento del paziente verso la terapia.

Nel nostro Paese, la pet therapy è stata riconosciuta dal Ministero della Salute nel 2003 e regolamentata nel 2015 con linee guida specifiche per garantire sia l’efficacia terapeutica sia il benessere degli animali coinvolti. Un esempio di applicazione si trova all’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze, dove dal 2002 è attivo il progetto “Incontri con gli Animali”, che ha dimostrato effetti positivi sui bambini in terapia del dolore. Anche l’Istituto Oncologico Romagnolo, in collaborazione con l’AUSL della Romagna, ha avviato un progetto di ippoterapia per valutarne l’impatto sui pazienti oncologici. Ma non sono gli unici centri a utilizzare la pet therapy nel supporto ai pazienti oncologici. Tra gli altri anche il Fatebenefratelli-Isola Tiberina di Roma, l’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna e l’Ospedale San Donato di Arezzo.

Sebbene la pet therapy abbia già dimostrato la sua efficacia nel migliorare la qualità della vita dei pazienti oncologici, è essenziale continuare a investire nella ricerca per comprendere appieno i suoi benefici e ampliarne l’adozione in ambito sanitario. Con un’attenzione sempre maggiore al benessere globale del paziente, queste terapie potrebbero diventare una componente standard del trattamento oncologico, aiutando sempre più persone a trovare conforto e forza nella compagnia degli animali. 

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Aggiornato il 03/17/2025

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