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Nuova protesi robotica italiana finanziata dall’ERC

di Redazione

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02/02/2025

La ricerca scientifica d’eccellenza trova sempre più spazio nella realtà quotidiana, grazie a iniziative come il programma Proof of Concept (PoC) dell’European Research Council (ERC). Con l’obiettivo di trasformare risultati accademici di alto livello in soluzioni applicabili e innovative, l’ERC ha recentemente assegnato 134 finanziamenti PoC, per un totale di 36,75 milioni di euro, a progetti in tutta Europa. Tra i destinatari di questi prestigiosi riconoscimenti spicca Antonio Bicchi, ricercatore di fama internazionale e pioniere nel campo della protesica robotica soffice, attivo presso l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova.

Il finanziamento assegnato ad Antonio Bicchi ammonta a 150 mila euro e sarà dedicato allo sviluppo di una protesi transomerale per gli arti superiori, basata sui principi della soft robotics. Il progetto, denominato VSoftPro, mira a creare una protesi in grado di riprodurre l’aspetto naturale e le funzionalità di un arto umano, grazie a caratteristiche uniche come la rigidità controllabile e l’adattabilità passiva all’ambiente. A collaborare al progetto è anche qbrobotics, una PMI innovativa fondata nel 2012 come start-up dell’IIT, che già commercializza applicazioni robotiche avanzate.

La novità principale del progetto è l’approccio bio-ispirato: replicare il comportamento del sistema muscolo-scheletrico umano, che è intrinsecamente cedevole e capace di adattarsi a compiti e ambienti diversi. Il risultato atteso è una protesi capace di favorire interazioni naturali e sicure, dotata di un controllo intuitivo che permetta agli utenti di percepirla come un’estensione del proprio corpo.

Altro aspetto cruciale del progetto VSoftPro è il coinvolgimento diretto degli utenti finali fin dalle prime fasi della progettazione. Attraverso indagini preliminari, il team di Bicchi raccoglierà dati sulle esigenze e le preferenze degli utilizzatori, garantendo che la protesi risponda non solo a requisiti tecnici, ma anche a bisogni pratici e psicologici. Il progetto prevede anche uno studio comparativo tra le protesi tradizionali rigide e quelle dotate di controllo della rigidità. Questo permetterà di valutare i vantaggi funzionali e qualitativi offerti dalle soluzioni innovative, fornendo indicazioni preziose per lo sviluppo di future tecnologie protesiche.

protesi
Antonio Bicchi


Un percorso di eccellenza nella robotica
Antonio Bicchi non è nuovo ai riconoscimenti internazionali. Già nel 2012 ricevette il primo Advanced Grant assegnato dall’ERC a un progetto italiano di robotica, che portò alla creazione della celebre SoftHand, una mano robotica poliarticolata utilizzata sia in ambito protesico sia su robot umanoidi. Successivamente, nel 2018, il suo team ottenne un ERC Synergy Grant per il progetto Natural BionicS, che mirava a collegare arti protesici al sistema nervoso centrale per riprodurre movimenti naturali.

La SoftHand rappresenta un punto di svolta nella robotica soffice. Ideata per imitare la destrezza e la versatilità di una mano umana, è stata impiegata in studi clinici con medici in Italia e negli Stati Uniti, oltre ad essere adottata in applicazioni industriali grazie al lavoro di qbrobotics.

Con progetti come VSoftPro, l’Italia si conferma protagonista nel panorama scientifico europeo, contribuendo a costruire un ponte tra ricerca avanzata e applicazioni reali che migliorano la qualità della vita. La nuova protesi sviluppata da Antonio Bicchi e dal suo team rappresenta non solo un traguardo tecnologico, ma anche una speranza concreta per chi affronta le sfide della disabilità, dimostrando ancora una volta come la scienza possa fare la differenza nella vita delle persone.

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Aggiornato il 01/27/2025

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